Torino, contatti con Vasile Mogos

Il Torino prova a guardare al futuro. Mentre Moreno Longo pensa a come tenere attivo il gruppo anche a distanza, il ds granata Massimo Bava è al lavoro per pensare a possibili rinforzi in vista della prossima stagione. Le ultime informazioni riferiscono di contatti in corso per Vasile Mogos della Cremonese. Classe ’92, 19 presenze complessive (tra campionato e Coppa) e 2 gol, l’esterno destro di nazionalità romena potrebbe tornare in Piemonte.

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Tornare, perché è calcisticamente cresciuto nell’Asti, dove ha esordito nel 2010. Con la Cremonese, nella quale milita dal 2018, Mogos ha il contratto in scadenza nel 2021 e potrebbe non essere così difficile riuscire a convincere la società proprietaria del cartellino e il giocatore stesso al trasferimento, qualora la società di Cairo volesse accelerare.

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Il giocatore, nei piani del Torino, sarebbe un potenziale sostituto di De Silvestri, il cui contratto è in scadenza la prossima estate.

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Montero: “Juve? Zidane umile e straordinario. Davids non ti salutava se…”

“Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri come Lippi, Guidolin, Ancelotti, Capello e Prandelli. Ho rubato qualcosa da tutti, perché tutti hanno vinto qualcosa. E non poco”. Un’intervista speciale, quella di Paolo Montero ai microfoni di Sky Sport. Tra ricordi e aneddoti, passato e presente, con un capitolo dedicato anche alla Sambenedettese, squadra di Serie C in piena lotta per la qualificazione ai playoff, che guida dalla scorsa estate. Una nuova avventura per Montero, la prima in Europa, che nel 2014 ha intrapreso la carriera da allenatore: “Mi trovo benissimo, anche se c’è una situazione da valutare. Io e il mio staff abbiamo il contratto in scadenza a giugno e non sappiamo cosa fare perché c’è da vedere se il presidente Fedeli venderà oppure resterà”.

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Ricordi in bianconero

Poi spazio ai ricordi, a partire dal trasferimento in bianconero nel 1996: “Sono stato in una delle migliori decade del calcio italiano. Avevo compagni che in ogni ruolo erano fra i primi cinque al mondo. Alla Juve mi hanno insegnato tanto, soprattutto che in una squadra esisteva solo il ‘noi’. Zidane, un uomo umile e straordinario, e Del Piero, erano quelli che risolvevano le partite. Davids se perdeva due o tre partitelle non ti salutava più. Emozione più grande? Gli scudetti. C’è stato il rammarico delle finali di Champions. Finale che brucia di più? Real e Borussia. La prima l’ho rivista dopo tanti anni con i miei figli. Avevamo fatto una gran partita”, ha aggiunto. Gianni Agnelli? Ti chiamava alle 5 di mattino per capire come stavi. Andrea lo conosco da quando era bambino, gli auguro tutto il bene. La Juve è la Juve finché ci sarà uno della famiglia. Allenare la Juve? Ogni ex giocatore che vuole bene alla squadra lo sogna. Ma è un sogno lontano, sono pochi gli ex che alla Juve ce l’hanno fatta”.

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Juve del presente

Dalla Juve del passato a quella del presente, con Andrea Agnelli al suo comando: “Ci vuole anche la fortuna. Ci sono state squadre che hanno vinto la Champions e che nel momento critico di una partita non meritavano di vincere. Con il Barcellona in finale la Juve ha dominato per mezz’ora. Non ha avuto la fortuna di trovare il gol, poi ti attacca il Barcellona e magari trova un gol fortunato. De Ligt? Per me è un fuoriclasse. Può diventare il più forte, ha tutto, e non dimentichiamo DemiralRonaldo? Forte fisicamente, veloce. Devi avere anche l’aiuto dei compagni, uno contro uno diventa pericoloso. Le squadre importanti lavorano in gruppo. Noi avevamo Zidane e Del Piero, però avevamo carattere. Devi avere l’umiltà e accettare di vivere all’ombra loro. Nel calcio ci sono architetti e operai”.

E infine, sul difficile momento che sta vivendo il mondo intero ha aggiunto: “Coronavirus? Chiamo sempre le due famiglie che mi hanno accolto come un figlio. Dico sempre che i bergamaschi sono grandi lavoratori, un popolo come loro andrà avanti. Lo stesso tifo che ha l’Atalanta lo trasmetterà a tutta la popolazione. Sono persone fedeli ai loro colori, quello che ho visto è tristissimo”.

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Chiesa: “Con Ribery molto d’accordo. Campionato sospeso? Torneremo piu’ forti di prima”

Due pareggi consecutivi prima dello stop al campionato, poi il Coronavirus ha fermato tutto. Da quel momento la Fiorentina, in attesa di novità sulla possibile ripresa della Serie A, si trova al 13esimo posto. E oggi a tal proposito è intervenuto Federico Chiesa, che da casa ha parlato in diretta ai microfoni di Sky Sport: “Siamo in una zona di classifica che non rispetta le nostre potenzialità, dobbiamo pensare prima alla salvezza e poi magari a qualcosa di più importante”.

Come giocatore ho ancora tanto da imparare. Devo migliorare anche grazie a gente come Ribery, con cui vado molto d’accordo” ha proseguito Chiesa, a cui è poi arrivato un messaggio di Paulo Sousa (“Ti seguo sempre. La tua voglia ti aiuterà a maturare tutto il potenziale che hai”): “Il mister mi ha fatto realizzare un sogno. Esordire giovanissimo nella prima giornata contro la Juve è stato fantastico. Posso solo ringraziarlo, ogni gol glielo dedico. Il più bello che ho fatto è quello a San Siro contro il Milan”.

LA FAMIGLIA E IL SOGNO VIOLA

Federico ha anche parlato dell’importanza dei suoi genitori: “Sono stati importantissimi per la mia crescita come uomo. Mi hanno sempre detto che oltre al calcio contava anche lo studio”. E quel sogno chiamato Fiorentina: “Ho sempre desiderato giocare con questa maglia. Fin dalle giovanili volevo esordire in A e giocare al Franchi davanti ai tifosi viola. Il club ha una grande storia e speriamo avrà anche un grande futuro. È bello lavorare tutti i giorni con campioni viola come Antognoni o Dainelli. Firenze è diventata casa mia, anche fuori dal calcio. Sono qui dalle elementari, e ora ci frequento anche l’università”.

Riguardo al suo ruolo, poi, Chiesa riceve tante domande: “Io esterno nel 3-5-2? Quest’anno ho giocato più da seconda punta, ma dove mi mette l’allenatore io gioco. Con Sousa giocavo come quinto, ma in difesa ero chiamato meno in causa perché facevamo molto possesso. Anche con Pioli ero impegnato su tutta la fascia. In generale comunque mi trovo meglio a destra, perché ho quasi sempre giocato lì”.

L’EUROPEO E LA QUARANTENA

Qualche battuta anche sull’Europeo rinviato al 2021: “Possiamo essere ancora più forti, ci sarà un anno in più di maturazione per i giovani. Poi Zaniolo potrà arrivarci nelle condizioni migliori dopo l’infortunio”. E gli allenamenti a casa? “Ogni giorno ci chiama lo staff e ci manda degli esercizi, la Fiorentina ci ha anche fornito a tutti una cyclette. L’importante adesso è stare a casa, dobbiamo salvare la vita di tutti” ha concluso Chiesa.

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‘Derbi en los balcones’: la finale di Copa del Rey si gioca da casa

Real Sociedad e Athletic lanciano l’iniziativa: derbi vasco doveva essere…e derbi vasco sarà

18 aprile 2020, estadio La Cartuja di Siviglia. Proprio un mese fa i tifosi di Athletic Bilbao e Real Sociedad segnavano queste coordinate sui loro calendari. Un giorno storico per Bilbao e San Sebastian, quello del derbi vasco in finale di Copa del Rey. Un sogno interrotto dall’emergenza coronavirus.

Tutto rinviato in campo, ma quel giorno i tifosi vogliono renderlo memorabile. Ecco allora che i tifosi dell’Athletic Club hanno lanciato l’iniziativa sui social: “Derbi en los balcones“, la forza unificatrice dei balconi in salsa basca. Colori dalle finestre, alle 13.30 la Bilbainadas, canzone tradizionale, accompagnata con il Pintxo-Pote (tapas e bicchierino), il tipico aperitivo dei Paesi Baschi.

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In serata, invece, un lungo applauso congiunto alle 20.05 per i sanitari impegnati nella lotta al Covid-19 prima di intonare “Txoria-Txori“, cantata da Mikel Laboa e nata dal poema di Joxean Artze, al tempo con una forte matrice politica contro il regime di Francisco Franco da parte della popolazione basca.

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Un derbi storico

Una storia, quella dei Paesi Baschi, lontana nel tempo così come la rivalità calcistica in campo tra Athletic Bilbao e Real Sociedad. Il derbi vasco è il più antico della Liga: la prima disputa, infatti, risale al 1929, il primo anno della massima serie spagnola. Da quel giorno si sono disputati 178 incontri ufficiali, 75 dei quali vinti dall’Athletic.

Il coronamento dell’ottima stagione di entrambe le formazioni (che ai quarti di finale hanno eliminato Real Madrid e Barcellona) doveva essere la finale di Siviglia dove Leones Txuri-Urdin avevano la possibilità di portare a casa un trofeo che manca dagli anni ’80. Bisognerà attendere, nella speranza di giorni migliori. Il 18 aprile però, tra Bilbao e San Sebastian, sarà un giorno di festa per dimenticare almeno per qualche ora ciò che sta accadendo. 

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Nuove guarigioni dal Covid19: tre giocatori della fiorentina risultano ora negativi

La Fiorentina attraverso una nota ufficiale rende pubblica la guarigione da Covid-19 dei suoi 3 giocatori Patrick Cutrone, German Pezzella e Dusan Vlahovic. I 3 erano risultati positivi al coronavirus nelle scorse settimane. Ora dopo aver effettuato i tamponi sono risultati negativi. Ecco il comunicato:

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“La Fiorentina ha il piacere di comunicare che in seguito agli esami e test clinici effettuati in questi ultimi giorni, i giocatori Patrick Cutrone, German Pezzella e Dusan Vlahovic sono risultati negativi al Covid 19. Ringraziamo ancora una volta medici, infermieri e strutture ospedaliere che continuano a prestare la propria assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno in un momento così critico e delicato per il Paese e il mondo intero.
La Fiorentina è al fianco della Fondazione Careggi e della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus con la raccolta fondi Forza e Cuore che ha superato quota 760.000€ e grazie alla quale è stato possibile acquistare materiali e strumenti di prima necessità per combattere questa terribile epidemia”.

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“Anfiel”, il cane di Marcos Llorente

Come ricordare un momento che assume un significato importante? Ci sono diversi modi per farlo. C’è chi opta per un tatuaggio, chi magari conserva un oggetto che possa ricordare quell’esperienza. Ma anche chi, perché no, decide di dare un particolare nome… al proprio cane.

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E’ il caso di Marcos Llorente, centrocampista dell’Atletico Madrid e autentico eroe della trasferta di Liverpool, nella quale la squadra di Simeone ha conquistato il passaggio ai quarti di finale di Champions League (la sua storia). Un’impresa già entrata nella storia del club, con una doppietta ai tempi supplementari che andava assolutamente celebrata. E così Llorente ha rivelato, tramite il proprio profilo Instagram, di aver chiamato “Anfield” il proprio cane.

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In una story postata proprio dal centrocampista, il nuovo amico di Llorente è ritratto mentre osserva il paesaggio da una finestra, nella casa dove il centrocampista dell’Atletico sta osservando la quarantena prevista per non favorire il propagarsi del contagio da Coronavirus. La didascalia non lascia spazio a dubbi: “Anfield che guarda cosa succede nel mondo…”.

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Nuovo regolamento in Bundesliga: si parte a 16 anni

Da 17 a 16 anni. La Bundesliga modifica una parte del suo regolamento e dalla prossima stagione l’età minima per poter esordire nel massimo campionato tedesco sarà 16 anni. 

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Un anno in meno rispetto a quanto in vigore finora e in Germania (e non solo) in molti hanno pensato al gioiellino di casa Borussia Dortmund che già a novembre potrebbe fare il suo debutto in Bundes. Si tratta di Youssoufa Moukoko, classe 2004 che il 20 novembre compirà proprio 16 anni. 

Youssoufa Moukoko. Baby fenomeno classe 2004 che gioca sotto età

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Da anni gioca sotto età con compagni di squadra più ‘anziani’ e i suoi gol sono una garanzia. In questa stagione con l’Under19 in 20 presenze ha collezionato 34 gol e 9 assist in campionato; altre 4 reti e 1 assist in Youth League. 

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Un talento che registra sempre un numero maggiore di gol che presenze. Da sempre. Da quando giocava nel St Pauli (club dal quale il Dortmund l’ha prelevato nel 2016) a quando qualcuno ha avuto qualche dubbio sulla veridicità della sua età.

Un nodo sciolto dal padre Joseph che già si era categoricamente rifiutato di far sottoporre il figlio a test come i raggi X alle ossa del polso o alla dentatura per avere un’ulteriore e scientifica conferma della sua età. Lo stesso papà del giovanissimo Moukoko che in un’intervista alla Bild ha poi spiegato come andò nel 2004: “Eravamo in Camerun allora ma ho un certificato di nascita tedesco”Nato in Camerun e registrato al consolato tedesco, dunque nessun problema come ha in seguito anche confermato la DFB con un comunicato: “La Federazione tedesca ha intrapreso numerosi e intensi dialoghi con il Dorussia Dortmund a vari livelli. Non ci sono dubbi circa la veridicità dell’età del giocatore”.

Tra sette mesi il traguardo dei 16 anni e la possibilità di esordire in Bundesliga.

Zanetti: “Lautaro? Spero resti a lungo con noi”

Calcio fermo causa emergenza Coronavirus: niente gare e, in Italia, allenamenti vietati fino al 13 aprile. Nella mente dei tifosi, però, i pensieri relativi al calciomercato sono sempre presenti. Un sostenitore nerazzurro, evidentemente preoccupato per il futuro di Lautaro Martinez  ha chiesto al vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti – ospite di Casa Sky Sport, trasmissione in onda su Sky Sport 24 – la percentuale di permanenza dell’attaccante argentino all’Inter.

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“Mi fa piacere un enorme piacere parlare di Lautaro perché quando lo abbiamo preso lo seguivamo da tempo. All’epoca era il giocatore più promettente del calcio argentino e parlando con Diego Milito dicevamo che poteva avere un futuro importante”, le parole di Zanetti.

“Oggi Lautaro è un patrimonio del nostro club: è un ragazzo che è cresciuto tantissimo, ha solo 22 anni, ma è anche un punto fermo della Nazionale Argentina. Vedendolo ogni giorno allenarsi alla Pinetina con i compagni lo vedo felice, mi auguro che resti a lungo. Lautaro Martinez rappresenta un patrimonio importante per il nostro club come altri giovani ragazzi che sono cresciuti tantissimo.

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Juventus, Dybala: “Ho avuto paura”

Paulo Dybala é stato uno dei tre calciatori della Juventus, insieme a Rugani e Matuidi, a risultare positivo a Covid-19, la pandemia che sta investendo il mondo. Il calciatore argentino si sta riprendendo dopo lo spavento iniziale e ha raccontato la sua disavventura ai microfoni di AFA Play, broadcast ufficiale della nazionale allenata da Scaloni: “Non nascondo di aver avuto tanta paura. Per fortuna adesso sto molto meglio”. Dybala poi ammette: “Volevo allenarmi ma dopo pochi minuti ero già senza fiato. Avevo tosse, debolezza e sentivo molto freddo. Così ho capito che c’era qualcosa che non andava nel mio corpo. Questo virus non è una cosa facile. Bisogna stare a casa, in Italia la situazione non è semplice ci sono stati parecchi morti”.

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L’ultima partita della Juventus é stata giocata contro l’Inter all’Allianz Stadium. Successo per 2-0 per la squadra di Sarri, con rete di Dybala, che ricorda: “Sono stati giorni di grande incertezza. Non sapevamo come muoverci, se creammo continuato a giocare o ci saremmo fermati”. I calciatori della Juventus sono  stati i primi in Italia ha trovare un accordo con la società bianconera sul taglio degli stipendi: “Chiellini é il nostro capitano e aveva parlato con il presidente facendoci capire che il club aveva bisogno di una mano visto lo stop del campionato e quindi è economico. C’erano opinioni diverse in squadra, ad alcuni calciatori mancava una partita per raggiungere un premio, sono questioni delicate. Non è facile trovarsi tutti d’accordo, ma alla fine abbiamo optato per il taglio degli stipendi. Abbiamo fatto la cosa più giusta”.

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Infine sulla Nazionale Argentina: “Nell’autunno 2015 ricordo la prima convocazione. Fu un’emozione incredibile. Mi dispiace per come sono andate le cose finora con la maglia della Nazionale. Mi sarebbe piaciuto dare di più per questa maglia. Probabilmente avrei dovuto spiegare meglio quella frase sulla mia difficoltà nel giocare con Messi. Era facile interpretarla male”.

AIC: “Calciatori concordi nel tutelare le posizioni delle categorie più in difficoltà”

L’emergenza coronavirus ha intaccato ogni strato sociale del paese, compreso sport ed economia. Pr questo in questi giorni tiene banco anche la questione legata al taglio degli stipendi dei calciatori, un’iniziativa presa già dalla Juventus e comunicata con una nota. 

A tal proposito l’AIC, Associazione italiana calciatori, ha diffuso una nota per analizzare largomento: “Nella giornata di oggi si è tenuta la settimanale riunione del direttivo dell’AIC e di seguito con i rappresentanti e capitani di serie A. Il momento è delicato e le recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora lasciano presumere ancora qualche settimana di chiusura attività. 

“I calciatori sanno di dover svolgere la loro parte”

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Prosegue la nota: “In quest’ottica e alla luce dell’accordo tra i calciatori della Juventus e la società si è discusso della conclusione giocata dei campionati e delle eventuali tempistiche. Dalla serie A ai dilettanti l’auspicio è quello di, avendone le condizioni di sicurezza, poter portare a termine la stagione, fosse anche superando la data del 30 giugno.  

Le condizioni di ripresa dell’attività dovranno avvenire in condizioni di approfondito controllo medico e rispettando tutte le indicazioni che verranno fornite dai medici e dalla FMSI. Nella purtroppo malaugurata ipotesi di chiusura anticipata della stagione lo scenario ci vedrà senz’altro partecipi della situazione e per questo i calciatori sanno di dover svolgere la loro parte. In questo senso è stata evidenziata come nelle diverse categorie siano diverse le esigenze ma si è stati tutti concordi nell’obiettivo di tutelare le posizioni delle categorie più in difficoltà.  

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“Il mondo dilettante, il calcio femminile e i redditi più bassi delle categorie professionistiche dovranno essere tutelati, anche attraverso il ricorso a risorse interne al mondo del calcio e aiuti che dovessero venire dal sistema mutualistico generale. La costituzione di un fondo assistenziale destinato al sostentamento di queste situazioni di precarietà dovrà coinvolgere tutte le parti in causa. I calciatori sono già sintonizzati su questo ma ad oggi non si è avuto ancora contezza di quale sia la parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento.  

Figc, Leghe, organizzazioni internazionali, quale sarà il loro apporto a questo scopo? Sarà uno degli argomenti sui tavoli di discussione che si stanno portando avanti ormai da qualche settimana e che dovranno avere come primo obbiettivo fare squadra, ognuno per la sua parte”, conclude la nota.  

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