Montero: “Juve? Zidane umile e straordinario. Davids non ti salutava se…”

“Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri come Lippi, Guidolin, Ancelotti, Capello e Prandelli. Ho rubato qualcosa da tutti, perché tutti hanno vinto qualcosa. E non poco”. Un’intervista speciale, quella di Paolo Montero ai microfoni di Sky Sport. Tra ricordi e aneddoti, passato e presente, con un capitolo dedicato anche alla Sambenedettese, squadra di Serie C in piena lotta per la qualificazione ai playoff, che guida dalla scorsa estate. Una nuova avventura per Montero, la prima in Europa, che nel 2014 ha intrapreso la carriera da allenatore: “Mi trovo benissimo, anche se c’è una situazione da valutare. Io e il mio staff abbiamo il contratto in scadenza a giugno e non sappiamo cosa fare perché c’è da vedere se il presidente Fedeli venderà oppure resterà”.

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Ricordi in bianconero

Poi spazio ai ricordi, a partire dal trasferimento in bianconero nel 1996: “Sono stato in una delle migliori decade del calcio italiano. Avevo compagni che in ogni ruolo erano fra i primi cinque al mondo. Alla Juve mi hanno insegnato tanto, soprattutto che in una squadra esisteva solo il ‘noi’. Zidane, un uomo umile e straordinario, e Del Piero, erano quelli che risolvevano le partite. Davids se perdeva due o tre partitelle non ti salutava più. Emozione più grande? Gli scudetti. C’è stato il rammarico delle finali di Champions. Finale che brucia di più? Real e Borussia. La prima l’ho rivista dopo tanti anni con i miei figli. Avevamo fatto una gran partita”, ha aggiunto. Gianni Agnelli? Ti chiamava alle 5 di mattino per capire come stavi. Andrea lo conosco da quando era bambino, gli auguro tutto il bene. La Juve è la Juve finché ci sarà uno della famiglia. Allenare la Juve? Ogni ex giocatore che vuole bene alla squadra lo sogna. Ma è un sogno lontano, sono pochi gli ex che alla Juve ce l’hanno fatta”.

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Juve del presente

Dalla Juve del passato a quella del presente, con Andrea Agnelli al suo comando: “Ci vuole anche la fortuna. Ci sono state squadre che hanno vinto la Champions e che nel momento critico di una partita non meritavano di vincere. Con il Barcellona in finale la Juve ha dominato per mezz’ora. Non ha avuto la fortuna di trovare il gol, poi ti attacca il Barcellona e magari trova un gol fortunato. De Ligt? Per me è un fuoriclasse. Può diventare il più forte, ha tutto, e non dimentichiamo DemiralRonaldo? Forte fisicamente, veloce. Devi avere anche l’aiuto dei compagni, uno contro uno diventa pericoloso. Le squadre importanti lavorano in gruppo. Noi avevamo Zidane e Del Piero, però avevamo carattere. Devi avere l’umiltà e accettare di vivere all’ombra loro. Nel calcio ci sono architetti e operai”.

E infine, sul difficile momento che sta vivendo il mondo intero ha aggiunto: “Coronavirus? Chiamo sempre le due famiglie che mi hanno accolto come un figlio. Dico sempre che i bergamaschi sono grandi lavoratori, un popolo come loro andrà avanti. Lo stesso tifo che ha l’Atalanta lo trasmetterà a tutta la popolazione. Sono persone fedeli ai loro colori, quello che ho visto è tristissimo”.

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