Premier League, i club vogliono riprendere la stagione

La Ligue1 è il primo dei top 5 campionati europei a fermarsi mentre la Premier League è decisa a proseguire. 

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Tutti e 20 i club inglesi condividono questa decisione e domani si riuniranno in conference call per ribadire questo intento, anche perché consapevoli che un’interruzione del campionato porterebbe diverse società al fallimento. 

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La Premier ha stilato un‘Project restart’, un progetto di ripartenza, in cui viene contemplata l’ipotesi che le squadre risiedano in hotel, isolate, per le settimane che servirebbero a giocare le restanti partite. Non solo, stando a quanto riportato da Sky UK, sarebbero perfino disposti a rivedere la formula del campionato, qualora i tempi per disputare tutte le partite diventassero troppo ristretti. 

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La riunione virtuale di domani sarà anche utile per parlare del protocollo sanitario e dei test (la proposta è di farne due a settimana), ferme restando comunque tutte le indicazioni sul lockdown e sull’autorizzazione a procedere da parte del Governo inglese.

Tottenham, Mourinho solidale: distribuisce cibo per i bisognosi

La Premier League si è fermata e non sa quando potrà ripartire. Ma la rete di solidarietà sta andando avanti, giorno dopo giorno in tutto il paese, grazie anche alle iniziative benefiche dei protagonisti principali del campionato inglese. L’allenatore del Tottenham José Mourinho ha effettuato le prime consegne settimanali di prodotti freschi dall’orto nel centro di formazione del Tottenham Hotspur al centro di distribuzione alimentare in funzione nello stadio.

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La consegna dello Special One ha incluso frutta, verdura ed erbe fresche biologiche di solito destinate al ristorante della Prima Squadra, a Kane e compagni. Ora saranno invece distribuite alle persone identificate come i più bisognose di aiuto nella comunità locale londinese. 

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Durante la sua visita allo stadio, Mourinho si è anche soffermato a conversare con i volontari che gestiscono il centro alimentare. Il punto di smistamento è aperto dalla fine di marzo e continua a essere un luogo di solidarietà molto importante. 

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Francia, il calcio si prepara alla ripresa: oggi la risposta del governo

La Francia si prepara a uscire dal lockdown, e il mondo del calcio è pronto a ripartire con tutte le precauzioni del caso. Tra mascherine, mensa separata e controlli della temperatura corporea, i club di Ligue 1 e Ligue 2 attendono la decisione del governo per iniziare a seguire il protocollo medico sanitario realizzato in collaborazione con la Professional Football League (LFP), la Federcalcio francese (FFF) e l’associazione dei medici delle squadre di calcio professionistiche (AMCFP).

Oggi ci sarà il responso, ma secondo alcuni media francesi, Il primo ministro Édouard Philippe potrebbe annunciare che gli eventi sportivi, anche a porte chiuse, non saranno autorizzati in Francia prima di agosto.

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La ripresa sarà sviluppata in quattro fasi: in principio verranno effettuati dei test medici, successivamente si passerà al recupero individuale per poi passare all’allenamento in piccoli gruppi. L’ultima fase prevede il ritorno alla normalità, con gli allenamenti collettivi.

Giocatori e staff tecnico saranno tenuti a rispettare una distanza di sicurezza interpersonale di due metri, quando si è a riposo, e di quattro metri durante l’esercizio fisico.

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Condizione necessaria per entrare nel centro sportivo è non avere una temperatura corporea superiore a 37,8°.  Una volta entrati, staff e calciatori dovranno indossare maschere protettive, tranne durante gli esercizi fisici. Il protocollo consiglia di non utilizzare attrezzature riutilizzabili, di disinfettare i macchinari dopo ogni utilizzo e di preferire gli esercizi all’aperto.

Infine le sale benessere rimarranno chiuse, come la mensa che verrà sostituita da pasti da asporto. Le sale massaggi, invece, verranno ridisegnate e lo staff medico di ogni club dovrà indossare un abito, guanti, occhiali o maschere e rispettare una disinfezione totale degli utensili medici. 

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FIFA, proposta all’IFAB: 5 sostituzioni a gara in caso di ripresa

Campionato ancora fermo, allenamenti anche. Almeno in Italia. Perché dopo le parole di Giuseppe Conte e Vincenzo Spadafora sulla “fase 2”, non c’è ancora certezza sulla ripresa degli allenamenti per gli sport di squadra. Quelli individuali potranno riprendere gradualmente dal 4 maggio, mentre per sport come il calcio una possibile data di apertura è stata fissata al 18 maggio. Ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi.

Nel frattempo tanti altri paesi, come InghilterraGermania o Spagna, pubblicano protocolli precisi per la ripresa degli allenamenti delle squadre professionistiche, in vista di una possibile riapertura dei campionati. Ma c’è anche chi, come in Olanda, ha deciso invece di annullare tutto.

“CINQUE SOSTITUZIONI PER LA SICUREZZA DEI CALCIATORI”

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Le modalità e le possibilità di ripresa dei campionati, insomma, sono ancora un mistero. Ma nel frattempo la FIFA ha già pensato a un cambio da apportare al regolamento: 5 sostituzioni a partita fino alla stagione 2020/2021, partite internazionali ed Euro 2020 – spostato a giugno 2021 – compresi. La proposta della FIFA dovrà essere ora approvata dall’IFAB, International Football Association Board. L’ente internazionale responsabile del regolamento calcistico potrebbe prendere una decisione già al termine di questa settimana.

A tal proposito, un portavoce della FIFA ha dichiarato a Sky Sports UK: “La sicurezza dei giocatori è una delle principali priorità della FIFA. Una preoccupazione in questo senso è che la frequenza delle partite più alta del normale possa aumentare il rischio di potenziali infortuni a causa di un conseguente sovraccarico del lavoro. Alla luce di ciò, e alla luce della sfida affrontata a livello globale nella conclusione delle competizioni secondo il calendario originariamente previsto, la FIFA propone di autorizzare temporaneamente un numero maggiore di sostituzioni, a discrezione del relativo organizzatore del campionato. Nelle competizioni in cui sono attualmente consentite meno di cinque sostituzioni, a ciascuna squadra verrà ora data la possibilità di utilizzare fino a cinque cambi durante la partita, con l’opportunità di una sostituzione aggiuntiva in caso di tempi supplementari”.

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La proposta della FIFA vuole quindi aiutare i calciatori, che in caso di ripresa verranno da un lungo periodo di semi-inattività e saranno impegnati in un calendario fitto di impegni. Senza considerare anche le più alte temperature climatiche con cui sarebbero giocate le partite in estate.

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Calcio, Spadafora: “Vogliamo ripartire ma bisogna avere pazienza”

Intervistato da Rai2, nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, il Ministro della Sport Vincenzo Spadafora ha parlato delle misure che saranno adottate a partire dal 4 maggio, con l’entrata in vigore del nuovo decreto. “Sì alla ripresa degli allenamenti per i professionisti impegnati in discipline individuali”, ha annunciato Conte, e lo stesso Spadafora si è detto d’accordo.

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“Condivido le misure adottate dal Presidente, per il calcio – e, più in generale, per gli sport di squadra – serviranno dei protocolli più rigidi.

IPOTESI 18 MAGGIO: LE CONDIZIONI PER POTER RIPARTIRE

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Gli allenamenti delle squadre professionistiche dovrebbero ricominciare, invece, a partire dal 18 maggio. La stessa data attualmente prevista per la riapertura di gran parte delle attività commerciali, la cui conferma dipenderà però dai dati sui contagi registrati nelle prime settimane di maggio.

“Gli allenamenti saranno possibili solo se si potrà garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Sarà una ripresa graduale, servono dei protocolli rigidi e quello attualmente proposto dalla FIGC al comitato tecnico-scientifico è risultato non sufficiente. La Lega Serie A non è incline ad accettare lo stop del campionato. Per poter ripartire, però, servirà approfondire se e come farlo”

BONUS PER I LAVORATORI DEL MONDO DELLO SPORT

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Anche i lavoratori del mondo dello sport avranno accesso al bonus di 600 euro. Chi ha fatto domanda a Sport e Salute, infatti, avrà accesso al bonus già previsto per altre categorie di lavoratori.

Osvaldo contro Prandelli: “Non mi portò al Mondiale per volere dei giornali”

Daniel Osvaldo senza peli sulla lingua, ancora una volta. In un’intervista rilasciata al medio argentino Tnt Sports l’ex attaccante di Fiorentina e Roma ha parlato della sua carriera tra passato e futuro con la sua consueta franchezza. Tra i bersagli c’è stato anche Cesare Prandelli, con cui ha avuto un rapporto complicato dopo l’esclusione dal Mondiale del 2014.

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Ho fatto 6 o 7 gol nelle qualificazioni, ero il titolare e avevo la maglia numero 10 ma mi lasciò fuori perché i giornali gli dicevano che io ero argentino e andava convocato qualcun altro. Spero stia passando male la quarantena, quando mi chiamò per andare al Galatasaray gli dissi che non avrei accettato nemmeno pr 50 milioni. La cosa brutta è stata che ho scoperto sui giornali di non essere convocato, non mi ha neanche chiamato, ci sono rimasto malissimo, sono finito a piangere, volevo morire perché meritavo di andare in Brasile” le parole di Osvaldo.

E a proposito di scelta di nazionale, Osvaldo ha raccontato anche che Sabella ha provato a portarlo a giocare per l’Argentina. “Mi aveva chiamato ma già ero nel giro della nazionale italiana, gli dissi che se mi avesse chiamato prima avrei accettato, ma è normale rifiutare quando non ci si muove in tempo”.

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E tra gli allenatori che l’hanno chiamato c’è stato anche Diego Armando Maradona, il primo a tentare di convincerlo a tornare a giocare dopo il momentaneo addio. “Ho fatto una videochiamata con Maradona, ma in quel momento non volevo tornare a giocare, non gli dissi né di sì né di no, poi non ci siamo più sentiti. Abbiamo un grande rapporto, se dovesse chiamare di nuovo, chissà…”

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E a proposito di possibili chiamate non nega di non saper resistere a una nuova chiamata del Boca“Per ora resto al Banfield, ma se chiama Riquelme come faccio a rifiutare?”

Lazio, Parolo: “Ho dovuto riformattare la testa quest’anno”

“Ho dovuto riformattare la testa e il modo di avvicinamento alla partita”. Marco Parolo si è reinventato per diventare ancora fondamentale per la Lazio: “La mia stagione è stata diversa dalle altre, non sono più un titolare. Ho capito di poter essere utile alla squadra anche in altri aspetti”, ha confessato ai microfoni di Lazio Style Radio. 

Il centrocampista biancoceleste aspetta il ritorno in campo, intanto si gode la famiglia: “In questi giorni trascorro molto tempo con loro e giocando con mio figlio per recuperare il tanto tempo perso con lui a causa di ritiri e viaggi. Siamo a casa da un paio di mesi, non vediamo l’ora di ripartire”. Manca l’adrenalina del campo: “Per noi è pane quotidiano, dalla semplice sfida in famiglia ai duelli tra noi compagni in allenamento”. 

“Ho voglia di lavorare ogni giorno”

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La Lazio si è fermata sul più bello, quando il sogno Scudetto era diventato un obiettivo concreto: “Quando si lotta per un obiettivo concreto come la vittoria di una Coppa o di un campionato, si ha dentro quel qualcosa in più rispetto a quando si gioca per il conseguimento di un obiettivo, anche se prestigioso come la qualificazione in Champions League” 

Sul gruppo: “Abbiamo giocatori di altissima qualità, negli anni scorsi segnavamo tanto, dovevamo crescere nella fase difensiva, ora lo scatto nella crescita c’è stato, non a caso vantiamo il miglior reparto arretrato della Serie A. Ho fatto fatica a regolare la forma fisica con l’impiego ridotto in campo. Ho voglia di continuare a lavorare ogni giorno, provo a dare sempre il massimo per mettere in difficoltà il mister, sono soddisfatto”, ha concluso Parolo.  

Genoa, Perin: “Juve? Impossibile rifiutare, ma qui è casa mia”

Le parole del portiere in diretta Instagram su Casa Di Marzio

Mattia Perin, protagonista a #Casa Di Marzio, dopo una parentesi alla Juventus proprietaria del suo cartellino, è tornato al Genoa e si sta anche facendo ricrescere i capelli. “Perché non posso andare dal parrucchiere. Mi alleno a casa con attrezzi e faccio esercizi per la forza specifica, alleno anche l’aerobico“. Ma oltre l’allenamento, Perin passa il tempo tra studi di storia e libri sulla rivoluzione francese. “Ha cambiato prospettive e modi di vedere il mondo moderno“. 

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Una storia rossoblù

Perin ha tantissima voglia di scendere in campo. “Sto soffrendo perché siamo in un limbo e non si sa quando si tornerà“. Per continuare quel percorso di ripresa che ha portato il Genoa al quartultimo posto, fuori dalla zona retrocessione. “Quando sono arrivato avevamo solo 11 punti e ci davano per spacciati, ma grazie alla forza del gruppo e dello staff tecnico stiamo facendo cose importanti. Se riparte il campionato ci saranno ancora parecchie partite per conquistare la salvezza ma adesso abbiamo una consapevolezza in più. Devo tanto al Genoa e quando si è creata la possibilità di tornare, non ci ho pensato due volte. Mi ha dato fiducia, avevamo bisogno l’uno dell’altro. Rimanere qui? Non si sa il futuro in questa situazione, ma è un’opportunità di cui si può discutere, questa è casa mia. Al momento non ci penso“.

Appena sceso in campo per la prima volta contro il Sassuolo, subito la fiducia dell’allenatore e la prima parata dopo soli 5 minuti. “Così abbiamo rotto il ghiaccio. Nicola il primo giorno ha detto che credeva in me, era contento del mio arrivo ma mi sarei dovuto guadagnare il posto. Dopo una settimana ha comunicato che avrei giocato. Bravo dal punto di vista tattico e psicologico. Mi ha sorpreso. Siamo un bel gruppo e il primo obbiettivo è ripartire da dove abbiamo lasciato. Da solo non posso fare niente ma se rimaniamo quelli di sempre otterremo la salvezza“.  

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La Juventus e CR7

Parola d’ordine sacrificio. “Rifiutare la Juventus sarebbe stata una follia. E’ una della più forti del mondo. Il bagaglio che ti porti via non ha prezzo, non c’è contratto che possa reggere con quello che impari. I campioni sono maniacali nella cura del loro corpo e l’allenamento che continua anche prima e dopo le sessioni. Capisci che non lo si è per caso. Ora, quest’esperienza, sarà un plus per migliorare“. Allenamento e sforzo costante, dentro e fuori dal campo. Cristiano Ronaldo ne è l’emblema. “Qualche tiro gliel’ho preso, si fermava sempre a calciare a fine allenamento. Non soltanto lui, anche Dybala, Cuadrado, Bernardeschi e altri, a fine giornata si sfidano tra di loro a calciare”.

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L’obiettivo Nazionale

“Sapevo che quest’anno sarebbe stato difficile però ci pensavo. So che c’è molta competizione ma se non credessi di poter entrare nei tre della Nazionale non avrei questi stimoli. Ogni volta che torno mi sento più forte. Giocherò le mie carte il prossimo anno. Ci punto. Come si riparte da un infortunio? Trovi la forza nell’amore che hai per il calcio, per tutta la strada che hai fatto per realizzare i tuoi sogni e per realizzarne di nuovi”. 

Tuchel: “Neymar è sempre la chiave. Mi fido di lui per le grandi partite”

Neymar è sempre la chiave, in attacco e difesa. Devo dire che mi fido sempre di lui quando ci sono partite importanti“, queste le dichiarazioni di Thomas Tuchel, allenatore del PSG, che ha parlato del fantasista brasiliano durante un’intervista a Paris Inside.

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Nonostante le voci sul possibile futuro del calciatore lontano dal PSG, Tuchel chiarisce la sua posizione ed elogia Neymar: “Lavora sodo, è molto intelligente. Abbiamo visto che le sue capacità sono aumentate dopo la prima partita contro il Dortmund”, ha sottolineato l’allenatore tedesco. “Purtroppo si era infortunato prima e non potevamo contare su di lui. È migliorato fisicamente e si è notato anche nelle sue prestazioni. Ha dimostrato a tutti che era lì, assumendosi le sue responsabilità. Così ha mostrato la sua vera immagine, sia a me che alla squadra. È un grande calciatore“. 

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Sicuro e deciso della forza e dello spirito della sua squadra, ha infine aggiunto: “Vogliamo usare questa partita e queste emozioni per continuare. Ma ora è un po ‘strano, ci siamo dovuti fermare e non stiamo più insieme. Tuttavia c’è ancora tempo, ci vorranno almeno altre otto settimane. Potremmo dover mostrare le immagini di quella notte. Non è stato facile senza i nostri sostenitori, con una sconfitta all’andata. Ma può essere un momento chiave per noi”.

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Torino, passi avanti per il rinnovo di De Silvestri e Ansaldi

n tempo di lockdown, l’attività del Torino non si ferma. La società di Urbano Cairo, mentre continua a relazionare sul calciomercato estero pensando a possibili acquisti per il futuro, sta lavorando in maniera decisa per rinnovare i contratti di Cristian Ansaldi e Lorenzo De Silvestri, due colonne dello spogliatoio di Moreno Longo.

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Gli esterni, entrambi in scadenza, hanno già più volte manifestato la loro intenzione di restare a Torino, e con la società era stato registrato già un forte avvicinamento prima della sospensione del campionato. Tanto forte da far ritenere a tutte le parti coinvolte che non appena la stagione potrà riprendere – o comunque ci sarà una ragionevole certezza sul suo esito – si potrà arrivare alle firme. 

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I dettagli

Sia per l’argentino, sia per l’italiano (che potrebbe fare da chioccia a Vasile Mogos), si lavora su base biennale o sul rinnovo di un anno più opzione per quello successivo. I discorsi sono bene avviati.

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