JUAN JESUS: NON POSSO ALLENARMI, MA E’ UN SACRIFICIO NECESSARIO

Roma, 22 marzo 2020- Anche Juan Jesus ha parlato dell’emergenza Coronavirus: con gli allenamenti ormai fermi da qualche settimana e lo sport rinviato a data da destinarsi, il difensore della Roma si è esposto raccontando le sue sensazioni in questo periodo particolare che lo ha costretto, come tutti, a restare a casa rinunciando al calcio: “È una guerra invisibile, siamo in quarantena. Siamo tutti un po’ preoccupati, è difficile stare sempre dentro casa. Quando lo fai finisci col riflettere su tutto ciò che sta accadendo e soprattutto ciò che deve ancora succedere con dei casi anche in Brasile”.

Il giocatore giallorosso sottolinea la gravità della situazione in Italia e lancia un pensiero ai membri della famiglia che in questo momento sono lontani da lui: “Purtroppo la situazione qui è drammatica, anche perché è arrivata la notizia che l’Italia ha superato la Cina per numero di morti e sfortunatamente non sappiamo quando tutto questo finirà. Siamo preoccupati per le nostre famiglie, anche se io parlo con la mia ogni giorno e per fortuna stanno tutti bene”.

Seguire l’ordinanza del governo e stare a casa comporta inevitabilmente dei sacrifici anche per Juan Jesus: “È strano stare in casa per noi che abbiamo routine molto diverse: ti alleni, torni a casa, vai a prendere tuo figlio a scuola… Non siamo abituati a vivere così, tranne quando siamo in vacanza. Non ti puoi allenare e non puoi giocare e questo è triste, ma è ciò che bisogna fare in questo momento. Dobbiamo soffrire come ci chiedono di fare a causa del virus. È un sacrificio importante, ma necessario per salvare quante più vite possibili”.

E ovviamente in questo momento passano in secondo piano tutti gli altri aspetti, come per esempio la forma fisica del giocatore: “In questo momento passa tutto in secondo piano. Così come il calcio: è molto difficile continuare il campionato, ci sono in gioco le vite delle persone. Chi può stare a casa il più a lungo possibile, deve restarci”.