Gazidis: “Il calcio tornerà dopo la fine di questa emergenza”

Ivan Gazidis parla del momento delicato che sta affrontando l’Italia e il mondo intero dopo l’espansione del Coronavirus in Europa delle ultime settimane. L’AD rossonero ha parlato così all’ANSA“Il calcio tornerà al momento giusto ma non prima che questa emergenza mondiale sia risolta. La priorità del club è e sarà sempre la salute e la sicurezza dei nostri giocatori e del personale, della nostra comunità locale e globale, e soprattutto dei più vulnerabili tra noi”.

“Quando torneremo in campo sono convinto che il calcio svolgerà anche un ruolo importante nella ripresa della Nazione, sia da un punto di vista economico che del morale di milioni di persone che amano questo sport”.

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Paratici e la lettera alla sua Piacenza: “Noi non molliamo”

Fabio Paratici e una commovente lettera per la sua Piacenza, che in questo momento sta attraversando un momento difficile. “Noi piacentini non molliamo, ci stringiamo assieme e lottiamo”. Paratici, borgonovese d’origine, capo dell’area sport della Juventus, nella giornata di oggi ha fatto una donazione all’Ospedale della città. 

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LA LETTERA DI PARATICI 

“Cari piacentini, forza. Stiamo uniti e rispettiamo il più possibile le regole e le indicazioni che ci vengono date: restiamo a casa. Piacenza soffre, tante persone stanno piangendo i loro cari, si straziano per non averli potuti salutare, e vivono nell’agitazione e nella paura. La nostra città è tra le più colpite da questo virus maledetto, ma noi piacentini non molliamo, ci stringiamo assieme e lottiamo. Non abito più a Piacenza da molti anni – sono quasi venticinque, tantissimi – ma la considero la mia casa: lo so da sempre, questi giorni di isolamento lontanto da lì me lo sta confermando. Sono innamorato della nostra terra, della nostra gente, delle nostre valli, delle nostre storie, dei nostri cibi e vini, e quando mi capita di incontrare qualche piacentino in giro per il mondo o di ascoltare qualcosa che riguarda Piacenza ho ogni volta una sensazione precisa, profonda, speciale: è solidarietà, è empatia, è consuetudine, è casa. Ecco perché oggi mi sento di dirvi: resistiamo”.