Commisso: “Lavoriamo per riportare in alto la Fiorentina”

Il presidente della Fiorentina, si è confessato in una lunga intervista a La Repubblica

Rocco Commisso ha letteralmente riaccesso l’entusiasmo tra i tifosi della Fiorentina e in tutta la città di Firenze. Il neo presidente viola, subentrato dopo 13 anni di gestione Della Valle, vuole riportare in alto la Fiorentina, come ha confessato in una lunga intervista a La Repubblica: “In Italia vince sempre la stessa squadra, è tempo di cambiare. Il nostro è un programma chiaro: dobbiamo migliorare il marketing e il brand. Lo stadio e il Centro Sportivo sono asset fondamentali per arrivare al livello delle migliori squadre d’Europa“.

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Sul suo ingresso nel calcio italiano: “Non sono venuto qui per fare soldi, ma quando fai un investimento non ci vuoi certamente rimettere. Io sono felice di essere a Firenze e in Italia. Ho grandi progetti e idee per il futuro. Io sono italiano, conosco la lingua. Potrei essere una risorsa per il calcio“. Poi sulla sconfitta contro il Napoli: “La squadra ha fatto una grande gara. Dispiace, credevo che il Var servisse a togliere ogni dubbio, sono rimasto molto sorpreso”. Sul futuro: “Barone e Pradè stanno facendo un ottimo lavoro. Vogliamo riportare in alto la Fiorentina“.

Napoli, Lozano: “Qui per fare la storia. Gli azzurri la prima scelta”

La prima volta di Hirving Lozano è stata lo scorso venerdì qui a Castel Volturno, ma oggi il calciatore messicano si è presentato ai tifosi napoletani, alla sua nuova gente: Sono felicissimo di essere qui e di essere stato una scelta di Ancelotti. È la mia grande occasione e arrivo con tanta voglia di fare”. Ha preso la numero 11, quella che apparteneva ad Adam Ounas – vicino alla cessione – e con la maglia azzurra vuole fare qualcosa di importante. “È stata una trattativa lunga, ma dal momento del primo interesse, Napoli è stata la mia prima scelta, fortunatamente l’affare si è concluso al meglio. Ho visto tante partite di Serie A, è sempre stato un campionato ricco di campioni e anche qui a Napoli ne sono passati. Abbiamo un’ottima squadra, seguivo il Napoli già prima e spero di migliorarla e fare grandi cose insieme”.

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Ho trovato una squadra forte che lavora per migliorare ogni giorno”, ha detto il Chucky. “Questa società ha un passato glorioso, io sono qui per fare il meglio possibile e fare la storia. Ho tanto da imparare e questa esperienza mi farà crescere. Ho parlato con Ancelotti di cose private, affari di famiglia, è stato un incontro molto tranquillo tra noi sin dalla prima volta. l gioco italiano è differente da quello olandese, credo sia migliore, più rapido, più complicato. Dovrò capire le indicazioni di Ancelotti ad ogni allenamento, sono qui per questo. Io come Hugo Sanchez? Era un giocatore fortissimo, un idolo per i messicani, spero di potermi avvicinare a lui, ma per farlo devo solo lavorare in campo”.

La prima sfida, però, è subito di alto livello: sabato contro la Juventus a Torino“Sappiamo quanto sono forti, ma noi dobbiamo andare lì per vincere. Scudetto? Vediamo partita per partita come si metteranno le cose. Abbiamo una grande squadra ma dovremo sudare ogni volta che andremo in campo. Metterò a disposizione della squadra la mia velocità e la mia tecnica. Rispetterò quello che deciderà l’allenatore per quel che riguarda la posizione in campo, mi piace giocare dovunque in attacco e l’ho dimostrato in Olanda”.

Robben cambia idea: “Ritiro? Il calcio potrebbe mancarmi”

Il giocatore olandese ha ammesso che potrebbe ripensare di tornare in campo

Non è mai troppo tardi per tornare sui propri passi. Almeno secondo Arjen Robben, ritiratosi dal calcio giocato solamente un mese fa, ma che sembrerebbe nuovamente pronto a rimettersi in pista. In un’intervista all’emittente radiofonica olandese NPO, infatti, l’ex stella del Bayern Monaco ha affermato di non essere del tutto convinto del proprio addio: “Mai dire mai, è quello che dico sempre”.

“Il ritiro è stata sicuramente la scelta più dura della mia vita – ha proseguito l’olandese – magari tra un paio di mesi avrò la sensazione che tutto ciò che ho lasciato mi mancherà troppo, allora deciderò di tornare. Naturalmente non è mai facile, soprattutto man mano che passa il tempo dopo essersi ritirati. Non so quante possibilità potrei avere”.

UEFA premia Cantona: “Uomo che non scende a patti con nessuno”

Eric Cantona verrà premiato dall’UEFA con il President’s Award, succede nell’elenco a David Beckham e Francesco Totti

Non è mai stato un personaggio banale Eric Cantona, nè da calciatore nè quando ha smesso di calcare i terreni di gioco. Poco conforme a ogni tipo di regola, il campione francese si è sempre distinto per il suo carattere ribelle oltre che per le sue grandissime qualità tecniche. Ai trofei conquistati da calciatore, adesso aggiungerà anche il UEFA President’s Award.

Serie B, i risultati: bene l’Empoli, Chievo ko

Anche la Serie B è scesa in campo per la prima giornata. In attesa del posticipo fra Pordenone e Frosinone, ci sono già da registrare conferme e soprese. Non sbaglia all’esordio l’Empoli, che piega a fatica la Juve Stabia con la rete di La Gumina a 10′ dalla fine. Bene l’esordio della Salernitana di Ventura, che cala il tris contro il Pescara

Crolla in casa il Cittadella, finalista nei playoff della passata stagione. Ricci, Galabinov e Mora fanno volare lo Spezia. Il Chievo va ko alla prima sul campo del Perugia. Alla rete iniziale di Meggiorini risponde un super Iemmello. Tutti i risultati:

PISA-BENEVENTO 0-0

CROTONE-COSENZA 0-0

SALERNITANA-PESCARA 3-1

36′, 78′ Jallow (S), 54′ Campagnaro (P), 82′ Giannetti (S)

CITTADELLA-SPEZIA 0-3
47′ F.Ricci (S), 52′ Galabinov (S), 62′ Mora (S)

ASCOLI-TRAPANI 3-1
16′ Scamacca (A), 63′ Ferretti (T), 82′ aut. Luperini (A), 90′ Da Cruz (A)

VENEZIA-CREMONESE 1-2
67′ Mogos (C), 73′ Modolo (V), 84′ Castagnetti (C)

ENTELLA-LIVORNO 1-0
28′ rig. Mancosu (E)

EMPOLI-JUVE STABIA 2-1

2′ Bandinelli (E), 74′ Cissè (J), 80′ La Gumina (E)

PERUGIA-CHIEVO 2-1

3′ Meggiorini (C), 45′, 70′ Iemmello (P)

PORDENONE-FROSINONE LUNEDì, ORE 21

Atalanta, Gasperini: “Partiamo male. Muriel è la nostra scommessa”

L’Atalanta inizia male, poi reagisce e va a vincere. Gasperini non si è annoiato a Ferrara, dove la Spal si porta avanti di due gol prima di essere rimontata dai nerazzurri: “Il problema è che purtroppo partiamo a rilento – ha spiegato Gasperini nel post gara a Sky Sport – abbiamo avuto tante occasioni, infatti con il 2-1 è cambiato tutto. Siccome so di queste nostre difficoltà d’approccio, mi ero coperto un po’ di più, invece ci siamo aperti e gli avversari ci hanno fatto due gol a porta vuota”. 

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Grande protagonista della serata è Muriel, entrato al 55′ e autore di una doppietta nel giro di sei minuti, dal 70′ al 76′: “A differenza dell’anno scorso abbiamo questa possibilità di inserire giocatori come lui. E’ un vantaggio quando puoi puntare su queste caratteristiche a gara in corso, quando gli avversari sono stanchi. E’ un giocatore discontinuo? Speriamo di vincere questa scommessa, lui dovrà avere una condizione fisica e mentale ottimale. Ci stiamo lavorando e sarà necessario che lui sia disponibile”.

Roma, Fonseca: “In difesa non siamo sicuri. Difficile vincere così”

Finisce 3 a 3 la prima partita di Fonseca sulla panchina della Roma. Un pareggio quello contro il Genoa dalle due facce, da una parte la facilità di andare al gol, dall’altra le difficoltà in difesa: “Abbiamo iniziato bene i primi 15 minuti, il problema non è la fase offensiva ma quella difensiva. Abbiamo dominato in attacco, il problema è stato trovare l’equilibrio in fase difensiva. Il Genoa ha fatto tre gol ed è difficile vincere subendo tre gol. In vista del derby dobbiamo prepararci con un’attenzione particolare” le parole dell’allenatore portoghese al termine della partita.

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Ho fiducia nei miei giocatori, analizzando la partita sono emersi dei problemi difensivi. Da quello che ho osservato la squadra non trasmetteva un’idea di sicurezza. Stiamo cercando di prendere un difensore centrale, non deve essere un giocatore qualsiasi ma deve aggiungere qualità. Da un punto di vista fisico la squadra l’ho vista bene. Per quanto riguarda gli infortuni sappiamo che in passato la squadra ha avuto molti problemi, ma è una questione che monitoriamo attentamente“. 

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Da Marassi a Marassi, cento… uno volte Ciro: Immobile show al Ferraris

0-3 al Ferraris, Sampdoria ko e Lazio che dà il benvenuto alla nuova stagione con un più 3. Firmato Immobile, a caccia a Genova del centesimo gol in Serie A. Il primo? Il 26 agosto 2012. Stesso stadio, stessa porta e stesso numero: a cambiare, il colore della maglia, dal biancoceleste al rossoblu, quello del Genoa. A puntare su di lui dopo gli anni da protagonista a Pescara, arrivati dopo l’esordio in Serie A con la Juventus.

Tre presenze e dieci minuti in tutto in bianconero, nessun centro per l’attaccante napoletano. E allora ecco che l’appuntamento con il primo gol in A è rimandato di qualche anno: 85’ di Genoa-Cagliari nell’estate del 2012, a chiudere il match il sinistro dal limite a battere Agazzi per il 2-0 finale. Prima pagina scritta di una storia lunga ormai sette lunghissimi anni: dal Genoa alla Lazio, passando per Torino, la parentesi tedesca al Borussia e quella Spagnola al Sivilglia, e poi il ritorno a Torino (ancora granata).

Nell’estate del 2016 l’ennesimo viaggio, destinazione la capitale: 23 gol in campionato al primo anno, 29 il secondo. La scorsa stagione Ciro chiude la stagione a quota 15: 99 i centri in Serie A, appuntamento con il centesimo rimandato a dopo l’estate. Si arriva ad oggi: prima occasione utile il match del Ferraris contro la nuova Sampdoria di Di Francesco. Ciro ci prova già dopo pochi minuti, ma un Audero in grandissima forma gli nega la gioia del vantaggio: il numero uno blucerchiato però non può nulla sul pallonetto che a fine primo tempo, su punizione lampo battuta da Luis Alberto (suo l’assist anche per il 2-0 di Correa), gonfia la rete sotto alla Gradinata Sud del Ferraris.

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1-0 Lazio a Marassi, raddoppio dell’ex Tucu a inizio ripresa e risultato in cassaforte pochi minuti dopo con splendido assist no look di Milinkovic-Savic e tocco morbido di Immobile a mettere la firma sul centunesimo gol in Serie A: neanche il tempo di festeggiare il traguardo del numero 100 e Ciro si è regalato subito un’altra gioia, contro quella Sampdoria da oggi ancora di più vittima preferita. 7 gol prima di oggi in A (come contro Genoa e Cagliari, protagoniste di quell’indimenticabile serata di sette anni fa), 5 quelli realizzati con la maglia della Lazio firmati tutti però all’Olimpico.

A Marassi nei 3 confronti diretti, tutti vinti, a rubargli la scena erano stati Caicedo e Milinkovic-Savic. Non questa sera, dove i riflettori sono stati tutti puntati su di lui“Questo centesimo gol l’aspettavo con ansia già dalla scorsa stagione, è stato brutto finire a 99. La dedica? Mia moglie ha partorito, non potevo non fare gol in questa settimana: mi ha regalato il terzo figlio, la dedica non può non essere per loro”. Stesso stadio, stessa porta e… stessa storia: quella col gol, proprio lì dove è cominciata.

Luci e ombre all’Olimpico: la Roma di Fonseca s’accende e poi si spegne

Come nello spettacolo prepartita: luci e ombre all’Olimpico. Così è stata presentata la partita prima del fischio d’inizio. Così la Roma è apparsa per tutti i novanta minuti. A intermittenza. Cinica in attacco, fragile in difesa. Roma-Genoa è da sempre spettacolo, gol e emozioni. Lo è stato con Di Francesco in panchina lo scorso anno e con Spalletti all’ultima di campionato il giorno dell’addio di Totti quando la partita fini 3 a 2. Lo è stato stasera anche Fonseca, ma nella partita di debutto della nuova Serie A i giallorossi hanno fatto peggio pareggiando per 3 a 3, contro un Genoa che non faceva punti all’Olimpico da 13 anni.

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Lo aveva preannunciato l’allenatore portoghese: il suo è un gioco propositivo che si espone alle ripartenze avversarie. I gol però sono arrivati da errori individuali, in particolare di Juan Jesus, bocciato anche da Fonseca, che a metà del secondo tempo lo ha sostituito con Mancini. Un problema difensore annunciato e ripetuto dall’allenatore portoghese che attende dal mercato il sostituto di Manolas.

Nainggolan: “Il mio dovere è battere l’Inter. Icardi? Gli auguro il meglio”

Tanti investimenti sul mercato da un lato, un esordio da dimenticare dall’altro. Il Cagliari perde in casa contro il Brescia dell’ex Cellino in occasione della prima giornata di Serie A e si appresta ad affrontare, il prossimo weekend, la nuova Inter di Antonio Conte. Deluso per lo 0-1 subito all’esordio, Radja Nainggolan ha parlato ai microfoni di SkySport, parlando del momento dei rossoblù e di calciomercato:

“Dopo il mercato fatto in estate, qui a Cagliari le sono aspettative molto alte. Nel corso delle partite, alla fine sono sempre gli episodi che fanno la differenza, oggi eravamo partiti molto bene ma da un certo momento in poi non siamo stati più quelli dell’inizio. Quando cambi tanti giocatori nel giro di pochi mesi, serve tempo prima di vedere la squadra per bene in campo. Io mi diverto a giocare a calcio, se poi l’allenatore mi vuole davanti alla difesa allora sono pronto ad adattarmi per giocare lì. Già nel Belgio ero stato schierato in quella posizione, adesso mi ci sto abituando nuovamente”

“Sono arrivato qui con tanto entusiasmo, ora penso al Cagliari e alla prossima contro l’Inter il mio dovere sarà quello di cercare di battere i nerazzurri. Conte? In ritiro ero fortemente motivato a fare bene, io e Mauro siamo stati messi fuori ma fino all’ultimo momento ho sperato di potermi giocare le mie carte. Mi sono comportato da professionista, sono partito in tournée sapendo che non avrei giocato le amichevoli. In cuor mio, però, speravo che qualcosa potesse cambiare. Dopo le prime 3-4 partite senza toccare campo, ho capito che dovevo cambiare aria”

“Non potevo rimanere lì a fare le cose in disparte rispetto al resto del gruppo, il Cagliari si è fatto avanti, ho accettato la loro propostae ora voglio fare bene qua. La situazione di Icardi? Mauro ha fatto 120 gol in Serie A, parla con i gol e se è convinto di rimanere all’Inter gli faccio l’in bocca al lupo. Augurandogli, magari, di trovare un po’ di spazio”