Van Gaal: “Messi o Neymar? Preferisco chi gioca per la squadra”

Nel giorno del trentaduesimo compleanno di Lionel Messi, Louis Van Gaal ha deciso di andare controcorrente. Tunnel, gol, finte e triplette del numero 10 del Barcellona riempiono le home di tutti i social network, colleghi e club provenienti da ogni parte del mondo celebrano le giocate di Leo e gli augurano il meglio per il suo futuro. Ma l’allenatore olandese, intervistato da El Paìs, ci ha tenuto a sottolineare quello che, per lui, è un dettaglio essenziale: “Lionel Messi? Per me, è il miglior calciatore individuale sulla faccia della Terra. Lo dicono le statistiche, che sono pazzesche. A calcio, però, si gioca in undici”.

Sulle pagine del quotidiano francese, l’ex ct della nazionale olandese ha criticato l’atteggiamento di Messi e Neymar: “All’interno di un sistema di gioco, non mi piace nessuno dei due. Individualmente, Messi è fantastico come calciatore. Ma com’è possibile che il Barcellona non vince la Champions da tantissimi anni? Come mai? Fossi in lui, come capitano della squadra, me lo chiederei. Io non credo che Arthur, Vidal, Jordi Alba, Rakitic e Coutinho siano dei compagni di squadra scarsi. E allora, significa che c’è qualcosa che non funziona. E Messi, inevitabilmente, deve essere considerato come uno dei responsabili”

Più che giocatori come Messi e Neymar, io apprezzo quelli funzionali al gioco di squadra. Un nome? James Milner del Liverpool. A 33 anni, ha giocato una finale di Champions League come centrocampista e come difensore. Pure gli attaccanti dei Reds, però, sanno dare tanto a chi è in campo con loro. Per come la vedo io, anche Messi e Neymar dovrebbero giocare per la squadra. Quando Neymar era al Barcellona, invece che giocare per la squadra… giocava per Messi! Solo Guardiola ha fatto un buon lavoro con Leo: Messi giocava per la squadra, il Barça vinse la Champions. Dopo Pep, tutti gli allenatori del Barcellona hanno messo Lionel davanti al resto della formazione”

Santiago Bernabeu: iniziano i primi lavori

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Sembra incredibile, visto che la costruzione del tetto retrattile, che si aprirà e si chiuderà in 15 minuti, implica lo smantellamento completo della copertura attuale dell’impianto, oltre alle due torri che verranno erette sul Paseo de la Castellana e che accompagneranno le quattro attuali.

In tre anni quindi, lo stadio cambierà completamente pelle ma al tempo stesso, i tifosi del Madrid non si perderanno nemmeno una partita.

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I costi previsti sono pari a 525 milioni di euro e il Madrid ha già ottenuto dalle banche un credito di 575 milioni che restituirà in 35 anni. Nel frattempo, la società di costruzioni FCC ha già iniziato i primi lavori.

Koulibaly: “Se resterò al Napoli? Penso di si, ma ora penso al Senegal”

Dopo la vittoria per 2-0 contro la Tanzania arrivata all’esordio in Coppa D’Africa con il suo Senegal, Kalidou Koulibay ha accennato al suo futuro: “Tutti parlano di me, ma io in questo momento sto pensando solo al Senegal” ha spiegato il centrale del Napoli.

“Questa coppa adesso è il mio obiettivo e voglio raggiungere qualcosa di grande con questa maglia. Se resterò al Napoli? Non lo so, credo di sì. Ma non voglio parlare del mio futuro, preferisco discutere del Senegal, dal momento che abbiamo vinto una partita importante. Ho la testa concentrata al 200% sul Senegal insieme ai 15 milioni di senegalesi nel mondo. Sono rilassato, voglio concentrarmi sulla Coppa d’Africa e poi tornare a Napoli e vedere cosa succede”.

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La solita grande sicurezza, nonostante le tante voci di mercato che potrebbero distrarlo. Il classe 1991 è nella lista dei desideri di molti club ma adesso pensa solo al campo e non perde l’occasione per ribadirlo.

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Frosinone , Nesta: Inizia una nuova avventura

“Sono venuto qua per fare il massimo per questa città e per la società”.

Sguardo fermo, deciso, volto all’obiettivo. Inizia così l’avventura al Frosinone di Alessandro Nesta. Una chiamata importante dopo l’esperienza dello scorso anno a Perugia, terminata con l’eliminazione nel primo turno dei playoff. “Arrivo a Frosinone con grande umiltà, so bene la responsabilità che ho”.  

La cultura del lavoro è la sua più grande filosofia, come da calciatore così da allenatore. Per un ragazzo che ha sempre vissuto di calcio non è contemplato stare in disparte a guardare, soprattutto per lui che ha sempre avuto un ruolo da protagonista in tutte le sue esperienze: Sono stato a casa due anni dopo aver appeso gli scarpini al chiodo e sono andato in crisi. Avevo bisogno di competizione, mi mancava l’adrenalina. Nonostante vivessi in una bellissima città e avessi con me la mia famiglia, sono andato fuori di testa, perché ho bisogno di tutto questo”. 

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Nesta eredita una squadra al termine di un ciclo pronta a ripartire con lui al comando, come sottolinea il Responsabile dell’Area Tecnica Ernesto Salvini. “In realtà non c’è stato nessun ‘casting’ per la scelta dell’allenatore. Abbiamo valutato tre profili, ma la scelta è ricaduta su Nesta perché abbiamo la sensazione che sia il tecnico giusto per aprire un ciclo importante. Ed è per questo che gli è stato proposto un biennale senza condizioni, come raramente accaduto nella storia di questa società”. Un’unione d’intenti per provare a far di nuovo grande il Frosinone, dimostrata dalle piene libertà concesse dal Presidente Stirpe: “Ho conosciuto il Presidente ed è una gran persona. Mi ha detto le parole che qualunque allenatore vorrebbe sentirsi dire, ovvero di fare ciò che voglio fare, ciò che mi riesce meglio. Mi hanno dato la disponibilità di proporre quello che so fare. Se andrà male sarà colpa mia, non cercherò mai alibi.

Affascinato da Zeman e studia Ancelotti, il tecnico con cui ha condiviso le più importanti vittorie con la maglia rossonera. “Credo che la squadra debba seguirti fino in fondo e debba gettarsi nel fuoco per te, quello che abbiamo fatto noi per Ancelotti. Non è stato sempre rose e fiori, e credo che in quei momenti il suo segreto sia stato quello di avere dalla sua parte la squadra”.

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Un perfetto equilibrio nella scorsa stagione con il Perugia: 49 reti segnate e altrettante subite portando avanti il suo credo tattico, quel 4-3-1-2 con Verre sulla trequarti che magari verrà riproposto anche allo “Stirpe”: “Valerio lo scorso anno mi ha salvato la vita perché ha segnato 12 gol. Avevamo iniziato a cinque, ma eravamo piatti e non mi piaceva il tipo di gioco che riuscivamo a proporre. E’ partito come mezz’ala, poi l’intuizione di avanzarlo è stata ripagata. E’ di proprietà della Sampdoria, non so cosa voglia fare. Ci siederemo con la società e faremo scelte per costruire la squadra migliore”.  

Con lui arrivano anche i suoi collaboratori che lo hanno accompagnato nell’esperienza in Umbria dello scorso anno. “Avrò con me il mio secondo Rubinacci, Vaccariello sarà il preparatore atletico, Girini e Lo Monaco che sono due assistenti di campo, e Benvenuto che è il preparatore dei portieri”. Nella scorsa stagione dei ciociari ci sono stati più giorni di pioggia che di sole; nella prossima, invece, dovranno essere i giallazzurri ad abbattersi come una Tempesta Perfetta sugli avversari. Alessandro Nesta è pronto a prendersi Frosinone.

Più gol di Pelè e Klose: Marta del Brasile supera record

Marta Vieira da Silva, o semplicemente Marta come conosciuta in Brasile, strappa lo scettro a Miroslav Klose e s’incorona regina di un’impresa senza precedenti nella storia del calcio.

L’attaccante 33enne della nazionale brasiliana, grazie al calcio di rigore trasformato contro l’Italia a Valenciennes nel match valido per la terza giornata del Girone C dei Mondiali di Francia 2019, è infatti salita a quota 17 reti realizzate, stabilendo il primato di gol realizzati nella più importante competizione internazionale del calcio mondiale.

Un dato che consente a Marta di sorpassare l’ex attaccante della Lazio, che deteneva il primato dall’8 luglio 2014 (momentanea rete del 2-0) nel giorno della storica semifinale vinta per 7-1 dai tedeschi contro la Seleçao ai Mondiali brasiliani. 

Simbolo dentro e fuori dal campo, per un personaggio più unico che raro: la numero 10 verdeoro, infatti, ha anche curiosamente ispirato un decreto dell’assemblea legislativa dello stato dell’Alagoas per ribattezzare lo stadio di Maceiò, la capitale, da Estadio Rei Pelé a Estadio Marta Vieira da Silva. Un privilegio per pochi, come i suoi numeri sul campo che crescono sempre di più: 111 gol in 130 presenze in Nazionale, premiata sei volte miglior giocatrice dell’anno dalla Fifa (record bisex) e, oltre a diventare il miglior marcatore di tutti i tempi in una fase finale di un Campionato del mondo, Marta è anche la persona con il maggior numero di reti segnate dalla nazionale brasiliana fino ad oggi, anche più di Pelé.

In poche parole, nessuno come lei. Da ieri, più che mai, Marta Vieira da Silva entra nella leggenda del calcio mondiale.             

Milan , è arrivato Krunic

Primo acquisto del Milan di Elliott 2.0, con una dirigenza semi rivoluzionata e l’ormai prossimo annuncio di Giampaolo come nuovo allenatore, e voglia di scommettere su una delle rivelazioni dell’ultima stagione di Serie A.

Rade Krunić, centrocampista bosniaco classe ‘93, è pronto ad iniziare una nuova avventura in rossonero: il centrocampista proveniente dall’Empoli, trasferitosi in maglia Milan in un affare da 8 milioni più bonus, ha infatti raggiunto (alle 9) la casa di cura “La Madonnina” di Milano per svolgere i consueti test medici di rito, come primo step di un sogno divenuto realtà.

Napoli , James Rodríguez: E’ quasi fatta

Il Napoli insiste per arrivare a Manolas della Roma. La trattativa continua, ma resta ancora da sciogliere il nodo legato alla clausola, che i giallorossi vorrebbero pagata interamente a differenza degli azzurri, che pensano a delle possibili contropartite. I campani continuano a proporre Diawara: il giocatore ha rifiutato il Wolwerhampton proprio perché preferisce aspettare la squadra di Fonseca. Intanto, aumenta la fiducia per James Rodriguez: è arrivato l’ok per il trasferimento da parte del giocatore, si lavora con il Real Madrid per la formula. Il Napoli insiste per il prestito con diritto di riscatto.

E dopo i 50 miioni per Lozano, è pronta anche l’offerta per Elmas, classe ’99 del Fenerbache già cercato nei mesi scorsi.

Futuro incerto per Alberto e Milinkovic, Lotito: “Teniamo solo chi ha voglia”

In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato di passato, presente e futuro dei biancocelesti

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è pronto ad affrontare un’altra stagione alla guida de club biancoceleste. Con una vittoria già portata a casa. Riuscire a trattenere a Roma Inzaghi e Tare, infatti, non è stato affatto facile, e il presidente li ha convinti esponendo loro un progetto serio: “Era naturale che restassero. Sono qui da tanti anni e i rispettivi cicli non sono finiti”.

Nella lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Lotito ha ricordato gli anni che hanno portato Inzaghi a sedersi sulla panchina della Lazio: “Galliani nell’estate 2014 aveva affidato la panchina del Milan a Pippo Inzaghi. Mi suggerì di mettere Simone in panchina, ma non era ancora pronto”. Due anni dopo arrivò il momento, dopo la parentesi Bielsa: “Con l’allenatore argentino non c’era dialogo. Chiedeva giocatori e il giorno dopo cambiava idea. Alla fine non lo ressi più e gliene dissi quattro. Lui protestò dicendo di non essere mai stato trattato così da nessuno. Io gli risposi ‘io non sono nessuno, sono Claudio Lotito’. Finì lì”. “Chiamai Inzaghi che era a Milano Marittima – prosegue Lotito – gli dissi che doveva firmare il contratto. Pensava fosse quello della Salernitana e invece…”.

Sul possibile addio di Milinkovic, Lotito è categorico: “Alla Lazio teniamo solo chi ha il piacere di restare. Se il giocatore manifesterà l’intenzione di intraprendere nuove avventure noi non ci opporremo”. Stesso discorso per Luis Alberto: “Se resta? Vediamo, se c’è una cosa che nel mondo del calcio non manca sono i giocatori”.

Tra un mese Lotito festeggerà 15 anni da presidente della Lazio, tra orgoglio e qualche rimpianto: “L’acquisto di Zarate fu un investimento sbagliato in relazione ai risultati prodotti. Il colpo a cui sono più affezionato è Rocchi. Perchè è stato il primo di un certo spessore”. Bocciata, invece, la Super Champions: “Bisogna ripartire da zero. Non apportando qualche modifica, ma ricominciando dall’inizio. Bisogna riaprire un tavolo ascoltando le necessità e le proposte delle Leghe europee. Si deve avere un progetto condiviso”.

Nazionali Under21: Nuovo Infortunio

Uno scontro con Simon l’ha costretto al cambio, dopo appena 43 minuti dal fischio d’inizio del match inaugurale degli Europei Under 21: Nicolò Zaniolo, centrocampista classe 1999 della Roma, ha dovuto lasciare il posto ad Orsolini a causa di un brutto colpo alla testa subito nel corso della partita contro la Spagna. Alla mezzora del primo tempo, infatti, il numero 8 degli azzurrini ha provato a colpire di testa un pallone messo in mezzo da Chiesa, con il portiere avversario che ha però avuto la meglio, colpendo lo stesso Zaniolo sulla nuca.

Poco dopo, la mezzala della Roma ha chiesto di essere sostituita. Al momento, Zaniolo è sotto controllo nello spogliatoio degli azzurri, si ritiene che abbia subito soltanto una forte botta e che, per lui, non dovrebbe essere nulla di grave. Tanto che, in zona mista nel post gara, il suo: “Sto bene” ha rassicurato tutti.