Napoli, Ancelotti: “L’espulsione? Episodio controverso, per me…”

Le parole dell’allenatore del Napoli dopo la sconfitta subita in casa contro la Juventus.

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Carlo Ancelotti ha commentato la partita persa contro la Juventus, partendo dall’episodio chiave della partita: “È un episodio controverso. Sicuramente Meret non l’ha preso. Visto che abbiamo il VAR sarebbe stato giusto andarlo a vedere. C’erano tante cose da valutare, come la distanza di Allan o la posizione di Ronaldo. Questo episodio ha condizionato di molto la partita, poi è vero che abbiamo sbagliato solo due cose che ci hanno penalizzato. La barriera era posizionata male, Zielinski non è saltato, anche se al suo posto ci sarebbe dovuto essere stato Milik. Lasciarlo in campo? Sono situazioni complicate, bisognava decidere in pochi secondi. Ho pensato di fare la partita con un blocco 4-4 con Insigne in avanti”.

“Rimpianti? No, direi di no. La Juventus ha fatto un campionato straordinario, la prestazione di oggi mi rincuora molto per il futuro. La supremazia che abbiamo avuto in parità di uomini non me l’aspettavo. In quanto tempo possiamo vincere col Napoli? Credo che stiamo facendo già bene, abbiamo cambiato e cambieremo ancora il prossimo anno. Dobbiamo fidarci delle nostre qualità, non possiamo vincere come la Juve ha fatto questa sera. Il nostro gioco è la nostra qualità più importante. Insigne è il nostro rigorista, lo aveva tirato anche in Champions”.

Astori, un anno dopo la sua morte: il ricordo dei club

Fiorentina, Milan, Torino, Inter: tutti per Davide, a un anno dalla sua scomparsa. Il pensiero, espresso via social, dei club di Serie A e B

Un anno dopo, con la stessa commozione e lo stesso vuoto di sempre. Il ricordo di Davide Astori resta vivo, fortissimo, indelebile nel cuore di tutti, dentro e fuori dal campo di gioco: con diversi post sui social, alcuni club di Serie A e B hanno voluto ricordare il Capitano della Fiorentina, scomparso il 4 marzo 2018 ad Udine e omaggiato con un lungo minuto di applausi allo scoccare del 13′ minuto di ogni gara dell’ultima giornata di Serie A.

Ci hai indicato la strada…sei sempre con noi“, il pensiero condiviso dalla Fiorentina poco dopo mezzanotte.

Capocannoniere con CR7, superato Montella: i numeri da leggenda di Quagliarella

Diciannovesimo gol in campionato, nessuno come lui e CR7 in Serie A. Sessantasettesimo con la maglia della Sampdoria sulle spalle, sesto posto nella classifica all time dei marcatori blucerchiati (superato un certo Vincenzo Montella). Record di Batistuta eguagliato (undici gare consecutive a rete) e maglia azzurra ritrovata: tutto, a trentasei anni appena compiuti. Eccoli i numeri da leggenda di Fabio Quagliarella, capocannoniere (momentaneo, aspettando il triplice fischio di Napoli – Juventus) assieme a Ronaldo, mai così bene a livello personale da quando corre dietro ad un pallone, oggi protagonista nel pomeriggio di Ferrara con una doppietta che ha permesso alla Sampdoria di battere la Spal e toccare quota 39 punti in classifica.

Superata la Fiorentina, tenuto il passo di Lazio, Torino e Atalanta (derby vinto per la prima, Chievo al tappeto per i granata, 3-1 il risultato finale di Bergamo tra nerazzurri e Fiorentina). Stessi gol realizzati della scorsa stagione, ma con ancora dodici partite da giocare. Un contratto appena rinnovato (nuova scadenza 2020), a Natale ‘l’annuncio – regalo’ del club ai propri tifosi, una carriera pronta a chiudersi in blucerchiato: prima di appendere le scarpette al chiodo, però, c’è un’Europa da provare a conquistare, che i tre punti di oggi permettono di continuare ad inseguire.

“Ma non ditemi che sono un uomo guida, non mi sento nessuno: io faccio parte di una squadra che lavora insieme in un’unica direzione. – parole ed emozioni del numero 27 dopo i due gol all’amico Viviano, attaccante di Castellammare che continua. – Tutti utili, nessuno indispensabile”. Il gruppo prima del singolo, quindi, nonostante numeri da campione vero e un’insostituibilità che Quagliarella rispedisce sì al mittente, ma che di fatto è diventata una certezza: tanta la concorrenza nel reparto avanzato di Giampaolo, ultimo in ordine di tempo ad arrivare a Bogliasco quel Manolo Gabbiadini che a Genova aveva già fatto vedere di cos’era capace, ma al suo capocannoniere Marco Giampaolo da quando è a Genova non rinuncia praticamente mai.

“Mi ha visto crescere” così Quagliarella su chi ogni domenica sceglie di mandarlo in campo, e con il ad Ascoli ha trovato il primo gol in Serie A: 21 dicembre del 2015, vittoria per 1-0 in casa con il Treviso. “Fabio è l’ultimo dei Mohicani, un Highlander, è immenso” la replica dell’allenatore blucerchiato: che oggi come allora si gode il suo ‘ragazzino’, occhi puntati ai prossimi novanta minuti del Ferraris. Dove domenica è in arrivo l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, quella dell’ex Dugan Zapata. Per una sfida con vista sull’Europa, quella che un Quagliarella così è sempre più un sogno dal quale la Genova blucerchiata non si vuole più svegliare.

Fiorentina, Pioli e Pezzella ricordano Astori: “È sempre con noi”

Lunedì sarà un anno dalla sua scomparsa. Davide Astori manca a tutti, nessuno si è abituato alla sua assenza. Soprattutto chi ne ha condiviso battaglie ed emozioni nello spogliatoio. Gioie e dolori.

“Ci manca, tanto. Soprattutto nei momenti di difficoltà – racconta Pezzella ai microfoni del sito ufficiale della Fiorentina – l’anno scorso, quando non vincevamo, la sua tranquillità e serenità sono state fondamentali. Ora usciamo dallo spogliatoio con la sua maglia e ci sentiamo più forti. Sappiamo che lui in campo è sempre con noi. Ci spinge da lassù, da gran capitano vuole che la squadra faccia bene”.

Davide, la sua spalla: “Il primo ad essermi stato vicino quando sono arrivato. Per me era un calcio del tutto nuovo e lui mi ha aiutato a capire come funzionava. È stato un esempio per tutti, ha saputo creare un legame unico fra la gente e la squadra. Adesso la fascia la porto io, ma in squadra abbiamo tutti la stessa responsabilità. Le mie parole hanno lo stesso peso di quelle degli altri”.

Una tragedia che ha fatto piangere molto, ma anche riflettere: “Sono cose che ti fanno capire quanto la vita sia preziosa oltre al calcio. A volte facciamo problemi per delle sciocchezze, ma sono altre le cose più importanti. Io mi sento cresciuto perché ho preferito portarmi dietro un bel ricordo di Davide e i suoi valori positivi”.

Davide è più vivo che mai. Lo è anche nella testa di Stefano Pioli, che ha trovato fin da subito in lui un vero punto di riferimento: “Ci manca tanto ma è sempre presente con noi – le sue parole nella conferenza stampa pre Atalanta – solo chi è all’interno del nostro gruppo lo può capire”.

Ha lasciato un’eredità importante: “Un esempio di serenità, di rispetto e lealtà che mi auguro possa essere tramandato e conservato. Giusto ricordarlo su tutti i campi. Per noi sarà una settimana impegnativa. Lunedì andremo tutti a San Pellegrino per salutare Davide”.

Inter, Spalletti: “Icardi è infortunato quanto Keita”

L’Inter perde a Cagliari e i malumori di Firenze non vengono certo cancellati: Luciano Spalletti nel post partita ha commentato il KO della Sardegna Arena ai microfoni di Sky Sport facendo il punto su quello che è stato un passo falso pesante nella corsa alla Champions League. “Nel primo tempo abbiamo ritardato a prendere delle decisioni, facevamo girare poco la palla e con poca qualità. Troppo disordinati, abbiamo vinto pochi duelli e recuperato pochi palloni”

Squadra in difficoltà anche in difesa, solitamente il punto forte dell’Inter, ma le prestazioni della grande coppia centrale oggi non sono state all’altezza delle precedenti partite. “Siamo andati in difficoltà in difesa perché ci hanno fatto dei gol importanti, non banali. Abbiamo le stesse potenzialità che abbiamo in difesa anche in attacco, ma non ci siamo riusciti”.

Inter che fatica a reagire, a parte Firenze non ha mai preso punti da situazioni si svantaggio e per recuperare anche questa volta si è ritrovata a ricorrere alla soluzione estrema di Ranocchia centravanti. “Bisogna cercare di vedere il tipo di reazione, se crei delle occasioni e poi sbagli la reazione c’è stata, ma se non fai gol sta lì la differenza. Se c’è un posto dove si vuole far vedere il bene dell’Inter è il campo. A secondo di chi ho a disposizione faccio le scelte. Nel finale è inutile mettere un giocatore rapido se loro stanno in area di rigore, quindi ci sta mettere Ranocchia che è forte fisicamente. Potevamo sfruttarlo anche meglio, visto che mancavano cinque minuti e dovevamo mettere più palle lì in mezzo”.

E infine un punto su Icardi, che in queste situazione avrebbe fatto certamente comodo. “L’altra settimana avevamo detto che aspettavamo che si mettesse a posto. Lui ha una settimana per terminare il ciclo di cure per il ginocchio, poi lui e Keita potranno tornare in campo per fare il bene dell’Inter. Icardi è infortunato quanto Keita”.

Bastianelli: “Juve su Okereke? Piace a tanti top club, in estate spiccherà il volo”

Tra partenze invernali e futuri cambi di maglia, l’agente Patrick Bastianelli ha fatto il punto sui suoi assistiti ai microfoni di Sky Sport, a partire da Sau: “È stata una trattativa che si è sviluppata ieri. Non è stato facile per lui lasciare Cagliari a cui rimarrà sempre legato. Ma la Sampdoria era un’ottima occasione per il giocatore.

L’acquisto di Andreolli invece sicuramente rinforzerà sicuramente la difesa del Chievo. Interesse della Juve per Okereke? Sul giocatore ci sono top club sia in Italia che all’estero. A luglio spiccherà il volo e andrà in un’altra squadra. Somiglia a Kouame, hanno caratteristiche simili ma con più forza”.

Fiorentina, Corvino: “Muriel porta qualità. Vi spiego il progetto viola”

Muriel e Corvino. Il braccio e la mente. Intuizioni e gol. Sono giò 4 in viola per l’attaccante colombiano: “Con l’arrivo di Muriel abbiamo voluto aumentare la qualità di un reparto già forte sulla carta con Pjaca, Simeone e Chiesa – spiega Corvino ai microfoni di Sky Sport – mancava qualcosa nel reparto offensivo e il colombiano non ci sta facendo rimpiangere questa scelta. Quando si riesce a prendere Muriel il 1° gennaio, vuol dire che c’è stato un lavoro precedente. Il riscatto? Il Siviglia l’ha pagato 23 milioni, noi abbiamo ottenuto un prezzo di favore fissato a 14 milioni totali“.

Lavorare nel presente con un occhio puntato al futuro: “Ogni sessione vogliamo dare continuità per migliorare la squadra che è ripartita con un nuovo ciclo. Con Rasmussen, Zurkowski e Traoré abbiamo pensato al futuro“.

Sul mercato in uscita: “Vendere nel mercato invernale significa farlo con quelli che hanno meno spazio e vogliono andare a giocare da altre parti. Non è facile trovare la soluzione migliore per tutti. Noi ce l’abbiamo fatta accontendando chi giocava poco”.

Con la cessione di Thereau a Cagliari, per esempio: “Negli ultimi anni è stato uno dei protagonisti, in questa stagione ha avuto difficoltà perché c’erano giocatori più forti davanti a lui“.

Livorno, scambio di documenti per Gori

n dirittura l’operazione per l’arrivo del giocatore a Livorno

Dieci presenze in stagione con la maglia del Foggia, Gabriele Gori adesso è pronto a trasferirsi al Livorno. Scambio di documenti in corso tra le società, vicine dunque ad ufficializzare il trasferimento del centrocampista classe ’99.