Mihajlovic conferma: “Molto vicino alla Roma, ma non combatto le guerre da solo”

È stata una tentazione della Roma. Poi non se ne fece più nulla. Ma che le parti si erano sentite, eccome, l’ha confermato Sinisa Mihajlovic stesso. “Sì, siamo stati molto vicini” ha dichiarato a Sky l’allenatore che ha firmato il suo rinnovo con il Bologna. I primi contatti risalivano alla fine di maggio, poi il ripensamento. “Ho capito che dal punto di vista ambientale loro non erano pronti per questa cosa. Io sì, loro no. Quindi, capendo che avrei dovuto combattere una guerra da solo, ho lasciato perdere. Anche perché potevo sì combattere, ma non avrei vinto. Quindi ho deciso di ringraziare e pensare ad altro“.

Al Bologna, appunto. E alla Lazio? “Mai. E mi fa strano: alleno da 10/12 anni, ho cambiato 7-8 squadre in Serie A. Ma non ho mai sentito nessuno di loro. 5 anni fa si era fatta avanti la Juventus, poi anche il Napoli. Ripeto, mi fa strano: vado bene per tutti ma non per la Lazio? Mi dispiace, ecco. Ma va chiesto alla dirigenza. Comunque non capisco chi parla di traditore: io non ho tradito nessuno. Lavoro e basta: non si vive di solo aria. Sono un professionista. Per questo avevo considerato la Roma: sarebbe stata una grande esperienza” conclude.

Venezia-Salernitana, Tacopina: “Così è difficile fare calcio in Italia”

Due anni a rincorrerla e altri due a viverla, fino ad oggi: il Venezia retrocede dalla Serie B nel modo più impensabilesolo qualche settimana fa. “Non è facile esprimere le emozioni che sto provando in questo momento” ha parlato il presidente degli arancioneroverdi Joe Tacopina al termine del ko ai rigori contro la Salernitana. “Sono sicuramente molto arrabbiato ma anche disgustato per quello che sta succedendo attorno a noi“.

I playout conquistati sul campo, la salvezza prima consegnata e poi tolta dai tribunali che stabiliscono, a distanza di settimane, che lo spareggio tra Venezia e Salernitana si sarebbe dovuto giocare. “Come voi tutti sapete, un mese fa abbiamo ricevuto una lettera in cui il presidente della Lega di Serie B diceva che il Venezia era salvo“, ribadisce Tacopina. “Sono dieci anni che vivo nel mondo del calcio italiano. Lo amo, però è chiaro che è per vicende come queste se l’Italia non attira nuovi investitori“.

Una criticità che coinvolge direttamente il club arancioneroverde, alla ricerca di nuove figure che sposino il progetto Venezia.Dal nuovo stadio alle ambizioni di Serie A, questa retrocessione rischerebbe di diventare un terremoto su tutti i livelli. “Il Venezia da tutto questo ne esce penalizzato fino alla fine. Torniamo indietro a mercoledì, e all’utilizzo che è stato fatto del Var (il riferimento è a un rigore non assegnato alla squadra di Cosmi nella gara di andata, ndr)? Se ci sono delle regole e non vengono rispettate, questo va a minare seriamente la possibilità di fare calcio in Italia“, tuona Tacopina.

Adesso aspettiamo la trattazione del nostro ricorso (per il blocco dei playout richiesto dal Venezia, ndr) in Camera di Consiglio martedì e poi il 24 giugno vedremo se tutti i club di Serie B presenteranno regolarmente l’iscrizione. Lotteremo in ogni sede per evitare la retrocessione fino a quando ci sarà possibile“. A Venezia, l’estate si preannuncia bollente.

Nations League, Portogallo-Olanda: le formazioni ufficiali

20.45, stadio Do Dragao di Oporto. Appuntamento con la finale. Scenderanno in campo Portogallo e Olanda, per vincere il trofeo della Nations League. Ecco le formazioni ufficiali della partita, che vede due “italiani” in campo: Cristiano Ronaldo tra i padroni di casa, De Roon tra gli ospiti. Formazioni a specchio scelte dai due ct: 4-3-3. Ecco gli schieramenti:

Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Semedo, Ruben Dias, Fonte, Guerreiro; Danilo, William Carvalho, Bruno Fernandes; Ronaldo, Guedes, Bernardo Silva.
Ct: Fernando Santos.

Olanda (4-3-3): Cillessen; Dumfries, De Ligt, Van Dijk, Blind; De Roon, De Jong, Wijnaldum; Bergwijn, Depay, Babel.
Ct: Ronald Koeman.

Roma, contatti avviati per Veretout

Prime manovre per il nuovo corso della Roma di Fonseca. In attesa di ufficializzare l’ormai ex allenatore dello Shakhtar, per cui è stato trovato l’accordo qualche giorno fa, la dirigenza giallorossa sta sondando il calciomercato per rinforazare la rosa. Per il centrocampo, nelle ultime ore è stato fatto il nome di Jordan Veretout, 26 anni, della Fiorentina. Il centrocampista francese piace molto a Fonseca, i contatti sono stati avviati e potrebbe essere lui il primo colpo che la Roma regalerebbe al suo nuovo allenatore. Quello di Veretout è un altro nome fatto per il centrocampo romanista, oltre a quello di Florentino del Benfica.

Zinchenko come Casillas: bacio in diretta alla giornalista

Il giocatore ucraino del Manchester City Oleksandr Zinchenko ha baciato la giornalista dopo l’intervista

L’Ucraina ha superato 5-0 la Serbia nella sfida valida per le qualificazioni a Euro 2020. E il centrocampista del Manchester City Oleksandr Zinchenko ha festeggiato il risultato in modo particolare. Intervistato nel post partita da un tv ucraina, prima di concludere il suo intervento ha baciato sulla guancia la giornalista al suo fianco in diretta tv. Un episodio singolare, che a molti ha ricordato il famosissimo bacio di Iker Casillas a Sara Carbonero dopo il trionfo della Spagna al Mondiale del 2010. 

Fra il talento del Manchester City e la giornalista ucraina, però, pare non ci sia alcuna relazione ufficiale. Ma il gesto di Zinchenko ha fatto il giro del web e adesso tutti ne parlano. Felice per la vittoria della sua nazionale, il giocatore classe ’96 ha voluto festeggiare a modo suo il risultato. 

Spagna e Portogallo si candidano per ospitare i Mondiali 2030

La Spagna e il Portogallo si candideranno come paesi ospitanti dei Mondiali del 2030. Lo hanno annunciato le due federazioni calcistiche con un comunicato congiunto.

“Dopo aver tenuto diverse riunioni nelle ultime settimane, le federazioni calcistiche di Spagna e Portogallo confermano che inizieranno un approfondito processo di analisi sulla possibilità di presentare una candidatura congiunta per organizzare i Mondiali del 2030. Entrambe le federazioni vogliono cogliere l’occasione per comunicare che i governi di entrambi i paesi sono adeguatamente informati sul processo, in quanto saranno una parte fondamentale del loro sviluppo”.

Sono già noti gli stati ospitanti per le prossime due edizioni: nel 2022 si svolgeranno in Qatar, nel 2026 in Messico, Canada e Stati Uniti.

Fiorentina, Commisso: “Chiesa il mio Baggio. Voglio lottare con la Juve”

Il closing a Milano, l’arrivo a Firenze. Il primo abbraccio alla città, la visita a Palazzo Vecchio da Nardella, quella allo stadio e al centro sportivo. Il tutto in un giorno, devastante per chiunque. Non per Rocco Commisso, che continua a sorridere fresco come una rosa. Perché il calcio è da sempre la sua passione e adesso la Fiorentina gli ha preso il cuore.

“Il modo in cui facciamo business non è così veloce come lo è stato in questa situazione – ha dichiarato il nuovo presidente viola nella conferenza stampa di presentazione – spesso è una questione di mesi, non di giorni. Qui siamo passato dalla lettera d’intenti al closing in pochissimo tempo. Lo abbiamo voluto fare velocemente. Ai dipendenti e al sindaco ho detto che dobbiamo andare veloci. E’ un modo di fare business diverso, ma so a cosa vado incontro”.

Grande voglia di iniziare dunque, Commisso non vuole più aspettare: “Il calcio per me è stato molto importante, senza non sarei arrivato dove sono adesso. Mi ha portato a vincere una borsa di studio che poi mi ha aperto le porte della finanza. Adesso torno a fare calcio. L’ho già fatto in America, ora è il momento dell’Italia”.

A sorprenderlo è stato il calore della gente, che lo ha abbracciato con grande affetto: “L’accoglienza ricevuta in questi giorni è stata indescrivibile, non pensavo. A New York nessuno mi riconosce per strada, qui invece mi fermano tutti”.

La Fiorentina, un club che ha voluto fortemente: “Il primo tentativo l’ho fatto nel 2016. Voglio ringraziare la famiglia Della Valle, ho molto rispetto per loro e per gli investimenti che hanno fatto. Nel 2017 e nel 2018 non ho avuto nessuna risposta da loro. Per me, tuttavia, era importante fare un investimento in questa città. Abbiamo le risorse per fare bene, ma non voglio fare promesse che non posso mantenere. Il prezzo a cui abbiamo acquistato lo ritengo vantaggioso”.

Adesso ci saranno molte cose da sistemare, a partire da allenatore e dirigenza: “Su questo non posso dare una risposta definitiva. Sono qui da una settimana, mi dovete dare tempo. Per esempio Montella adesso è in India, non ci posso parlare. Siamo stati molto veloci nel closing. Berlusconi per esempio ci ha messo due anni, però bisogna essere consapevoli del fatto che il mondo non è stato creato in un giorno. Ho parlato con i dipendenti e la mia storia dice che in 23 anni di Mediacom non ho mai licenziato nessuno. Sono qui per imparare, sappiate che riesco a farlo molto velocemente”.

Promettere poco e fare tanto, questo il motto di Commisso. Un tema scottante è certamente Chiesa: “Ho intenzione di tenere Chiesa almeno per un altro anno, vorrei fosse il mio Baggio. Mi hanno assicurato che non c’è nessun accordo affinché Chiesa vada in un altro club. Lui adesso è in Nazionale, deve pensare solo a questo”.

Poche promosse, tanti sogni: “Sogno di investire in Italia. Faremo investimenti intelligenti. Cerchiamo di risolvere problemi alle infrastrutture, datemi tempo ma vogliamo andare velocemente. Non voglio essere arrogante ma umile. Non mi piace perdere, ma non dirò mai che vinceremo subito. E’ la prima volta che una squadra italiana viene acquistata da un emigrato”.

Tanti i nomi accostati alla nuova Fiorentina, fra dirigenti, allenatori e calciatori. Fra questi anche Buffon, che si è liberato dal Psg: “Spesso si inventano storie e poi vengono riferite a catena. Non ho avuto il tempo di parlare con Montella o Corvino. Ripeto, ho bisogno di tempo. Rimarrò ancora qualche giorno in città per affrontare certe situazioni. Non voglio essere frettoloso”.

Poi uno sguardo generale al calcio, alle squadre che studia o che lo hanno entusiasmato: “In America molti hanno la passione per la Premier League, ma non è il mio caso. In Spagna solo due squadre, in Francia una, la Germania non la guardo. In Italia adesso sta dominando la Juventus. Vorrei cercare di competere e garantire un’alternativa”.

Per diventarlo molto passerà dai ricavi: “Il problema del calcio al momento è il fair play finanziario e il suo circolo vizioso. Se non fai introiti non puoi permetterti dei buoni giocatori. Se non hai questi, non potrai avere introiti. Darò battaglia per questo. Inter e Roma hanno aumentato i propri guadagni, noi cercheremo di fare lo stesso. Voglio avere la possibilità di competere. Non mi arrenderò su questo. Io mi sono fatto da solo, non sono un petroliere. Non mollo mai”.

Un giudizio anche su questa stagione della Fiorentina, terminata fra le mille difficoltà: “Sarà importante fare un lavoro di squadra. Nella gara contro il Genoa ho visto la paura nei giocatori, che hanno perso fiducia. Erano pietrificati. Ritengo tuttavia che molti di loro siano in grado di dare di più”.

Mancini: “L’Italia non può non partecipare a Europei e Mondiali”

Riprende il percorso dell’Italia verso Euro 2020, gli azzurri saranno impegnati domani ad Atene contro la Grecia. Gara presentata così da Roberto Mancini: “La squadra l’ho vista bene, abbiamo ancora un po’ di tempo per decidere chi far giocare – ha dichiarato il Commissario tecnico – Qualcuno non verrà neanche in panchina, ci gestiremo tra le due partite. 

Dobbiamo continuare ad avere la nostra mentalità, poi possono accadere tante cose. La squadra da tante partite gioca bene, dobbiamo continuare il percorso di crescita entrando in campo per vincere. La mentalità è buon dal primo giorno e non possiamo avere paura di perdere, siamo la Nazionale italiana. Ora ci aspettano due partite difficili, ma vogliamo andare avanti sulla nostra strada. 

L’Italia viene da un periodo difficile, non era mai accaduto di non qualificarsi ai Mondiali ed è stato un dispiacere per tutti. Dobbiamo far sì che non accada più, l’Italia non può non partecipare a Europei e Mondiali. Per noi sarà una motivazione in più.

Messi: “Mio figlio esulta ai gol del Real”

Direttamente dal ritiro delle Nazionale,Lionel Messi ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a TyC Sports: dall’Argentina al Barcellona, Copa America e Champions, aneddoti e risate, per poi passare alla numero 10, le sue punizioni e a quella volta al fast food a Pechino 2008.

Ma tra i più divertenti aneddoti, Messi ne svela proprio uno legato ai figli: “Thiago non si perde una partita, e anche Mateo ama il calcio, indossa magliette di ogni squadra. A volte la televisione è accesa e lui esulta per i gol del Real Madrid. Thiago si arrabbia e Mateo continua a festeggiare proprio per infastidirlo”.

Ma le stranezze per papà Leo non finiscono qui: “Una volta stavamo giocando in casa e Mateo mi ha detto: Tu sei il Barça e io sono il Liverpool, perché ti batterò“.

Come contro la Roma lo scorso anno, così proprio con il Liverpool, dopo aver trionfato in casa, in Champions League il Barcellona subisce ancora una rimonta che ha dell’incredibile. 

Un finale di stagione da incubo per i blaugrana, sconfitti anche in Coppa del Re contro il ValenciaHo finito la stagione più stanco e frustrato nella testa che nel fisico a causa di quello che è successo nelle ultime due settimane, soprattutto dopo l’eliminazione in Champions League”.

Incubi a parte, ecco dunque il Messi a tutto campo: “Le punizioni? Fu El Coco Basile (Alfio Basile, Ct dell’Argentina tra 2006 e 2008, ndr) uno dei primi a darmi consigli. Mi diceva di lasciar andare il piede, di guardare e imparare da Riquelme”.

E sul suo numero 10 rivela: “È speciale, quella maglia in Nazionale l’ha resa importante Maradona, ma a me non cambia nulla indossare un numero piuttosto che un altro. Quando la usai per la prima volta Diego mi disse che voleva darmi la stessa maglietta che aveva indossato lui, che ero pronto ed era giunto il momento”. Accadde tutto dopo l’Olimpiade vinta nel 2008, uno dei suoi due trofei con l’Argentina: Nessuno voleva che andassi a giocarla, Guardiola fu quello che mi diede il permesso. Nel villaggio olimpico abbiamo visto i migliori atleti di tutto il mondo, come Kobe Bryant e Rafael Nadal, è stato impressionante. Siamo passati tra di loro e gli abbiamo chiesto delle foto. Poi il primo giorno siamo andati a mangiare da McDonald’s”.

Ma proprio al contrario di Maradona, Messi non è mai riuscito a portare l’albiceleste alla conquista del mondo: “Ho sempre sognato di giocare per la mia nazionale, il mio esordio fu un momento sognato a lungo. Al tempo giocavo a Barcellona e non era facile farsi notare come succede oggi, era un’altra epoca. Per riuscirci ho fatto di tutto: mandavamo continuamente i miei video per farmi conoscere e avere una chance” rivela il numero 10 blaugrana: “Vincere un Mondiale con l’Argentina per me sarebbe il massimo, è il più grande sogno che mi sia rimasto da realizzare”.

Brasile, Neymar ko: salta la Coppa America

Ancora un problema per l’attaccante brasiliano dopo le accuse di stupro: l’attaccante salterà la Coppa America

Non c’è pace per Neymar. Dopo le pesanti accuse di stupro ancora problemi per l’attaccante brasiliano, che sarà costretto a saltare la prossima Coppa America. Nell’amichevole disputata con la Nazionale verdeoro contro il Qatar (2-0 il finale, gol di Richarlison e Gabriel Jesus), infatti, Neymar ha subìto un infortunio che lo escluderà dal torneo.

Il tutto dopo appena 20 minuti di gioco, quando il campione del Paris Saint Germain è stato costretto al cambio a causa di una distorsione alla caviglia destra. Uscito dal terreno di gioco in lacrime, Neymar è stato immediatamente trasportato in ospedale per sostenere gli esami strumentali che hanno evidenziato l’entità del problema.

L’attaccante, dunque, non farà parte del Brasile che affronterà la Coppa America che inizia tra appena 8 giorni. Ad annunciarlo la stessa federazione brasiliana attraverso questa nota ufficiale: “Vista la gravità della lesione, Neymar non sarà in condizione di recuperare in tempo utile per la Coppa America. Da questo pomeriggio, lo staff tecnico procederà a individuare il suo sostituto“.