Caparrós, il Portogallo e l’infortunio di Andre Silva: “Non siamo stupidi”

Caso Andre Silva a Siviglia?

L’allenatore del Siviglia Joaquín Caparrós ha dubitato della professionalità di uno dei suoi giocatori. E lo ha fatto pubblicamente durante una conferenza stampa. Il giocatore in questione? Andre Silva. L’attaccante è infortunato da due mesi e non può prendere parte alle ultime partite del Siviglia per la volata Champions. Le parole del suo allenatore sono molto chiare: “Andrè Silva non giocherà e non è un caso su cui discutere. Ha iniziato bene ma ora non gioca da due mesi. Ha dolori alla rotula e si sottopone a trattamenti”.

MaCaparrós va oltre, parlando della possibile convocazione di Andre Silva in nazionale per le partite di Nations League: ” “L’unica cosa che non vedrei bene è che Andrè Silva venisse convocato dal Portogallo per le gare di inizio giugno. Non siamo stupidi…”. L’allenatore del Siviglia non usa mezzi termini: “Immagino che il Portogallo non lo chiami, sarebbe un brutto servizio al giocatore per il suo recupero. Credo che i report medici del Siviglia basteranno e l’UEFA la penserà allo stesso modo”. Insomma, secondo Caparrós, se Andre Silva sarà indisponibile per le ultime partite in Liga, lo dovrà essere anche per la Nations League con il suo Portogallo.

Testa, pazienza e scarpe rosa: tris dal nulla, così Zigoni si riprende il Venezia

Guardate lo storico delle sue partite: non convocato, panchina, panchina, panchina, non convocato, tripletta. L’uomo della provvidenza del Venezia si chiama Gianmarco Zigoni, non giocava una partita dallo scorso 6 ottobre e a gennaio era sul punto di lasciare il club di Tacopina. Teatro dell’assurdo, oggi a Carpi. Ma a differenza di Godot, l’attaccante arriva -eccome- e riscrive la storia di questa Serie B.

Il 2-0 di Coulibaly al 48′ sapeva di sentenza. “Dai Venezia retrocedi insieme a noi”, canta la curva biancorossa. Cosmi non ci sta e prova il tutto per tutto.“Tu!”, dice al suo numero 9. Dentro senza nemmeno scaldarsi. Zigo accorcia le distanze in lob al 64′, via il primo sassolino dalla scarpa.

“Fino a fine novembre stavo bene, ma Zenga all’epoca fece altre scelte. Poi mi ha fermato questo infortunio al tendine sempre più intenso. Io però ho continuato a lavorare, aspettando il mio momento”, racconta il match winner nel post partita.

In mezzo, c’è il gran finale. Di una storia brutta e faticosa. La stagione del Venezia, numeri alla mano: peggior attacco della Serie B, una sola vittoria in trasferta, mai a segno per più di due volte in una partita. Il tempo passa e serve un miracolo. Alias, la testa di Zigo. Specialità della casa, con cui il figlio d’arte classe ’91 si è fatto avanti dalle giovanili del Milan fino alla Spal della promozione in Serie A.

L’apice, prima di un lento declino. L’anno scorso con Inzaghi è andata così così (43 presenze e 6 gol), questa stagione sembrava ormai un compito in bianco. Poi due stacchi più in alto di tutti, tra 88′ e 92′. I tifosi arancioneroverdi sugli spalti stentano a crederci: “Sembra Ajax-Tottenham!”. Come in un gioco ad incastro, nel frattempo cadono Salernitana e Foggia. Il Venezia scaccia l’incubo e si aggrappa al suo bomber ritrovato dalle scarpe rosa.

“Non si possono vedere, per quello non l’ho fatto entrare prima”,scherza Cosmi a fine gara.”Colpa dell’infortunio”, gli risponde Zigoni. “Avevo bisogno di una scarpa un po’ più larga: ho provato queste, un vecchio paio già usato, e mi sono trovato bene. E dopo quello che è successo oggi, chi le molla più…”. Il fascino dell’usato sicuro, come Gianmarco: per un giorno, il Venezia si tinge di rosa.