Occhi sgranati, mani nei capelli: le reazioni in campo al capolavoro di Messi

A bocca aperta, da mani nei capelli. E non in senso letterale, ma testimonianza chiara di immagini che non lasciano altre interpretazioni.

Leo Messi fa…cose così: che ti stordiscono, per bellezza e immaginazione; abbacinanti, per tocco, classe, qualità ed esecuzione. Un po’ come ieri, al “Benito Villamarín di Siviglia contro il Betis, quando decide di beffare Pau López con un tocco mancino di prima soffice, dolce e perfetto, utile a sigillare la gara sull’1-4.

Tu quoque, Pajac: prima da titolare in serie A, primo gol. Contro chi lo scoprì

Giornata da prime volte per il croato dell’Empoli. Sinistro micidiale, Frosinone battuto 2-1. La sua gioia, la delusione dei suoi scopritori

Prima di tutto, la pronuncia. Pajac, con la c finale. Marko Pajac, 25 anni, croato, da non confondere con Marko Pjaca. Così vicini, così lontani: uno piange a Firenze per l’ennesimo infortunio al ginocchio, l’altro esulta per laprima volta in serie A. Un sinistro fulminante per il secondo gol dell’Empoli contro il Frosinone, quello decisivo – a conti fatti – per vincere uno scontro salvezza fondamentale.

Era al suo debutto da titolare in A. Mai nessuno gli aveva dato una maglia dal primo minuto. Lo ha fatto un allenatore che si trovava alle prese con una nuova prima volta. “Mister Andreazzoli è venuto da me prima della partita e mi ha chiesto se ero pronto”, racconta il croato nel dopo partita. Alla domanda del suo allenatore ha risposto con una prestazione di qualità e quantità. Interprete perfetto a sinistra di un 3-5-2 che Andreazzoli ha ereditato da Iachini e rielaborato. Non ha più Zajc per giocare il suo calcio. Quello con la “c” maiuscola, quello che in B ha dominato. Pajac in quella categoria era un baluardo. Punto di riferimento del Perugia per due stagioni, dopo essere stato lanciato a Benevento da…. Marco Baroni.

LA PRIMA VOLTA DI PAJAC. PROPRIO CONTRO…

Eh sì, tu quoque. Perché il primo a credere in lui era stato proprio l’attuale allenatore del Frosinone. Con lui aveva esordito in B e trovato il suo primo e ultimo gol italiano: Latina-Benevento 1-1, rete del pareggio. Era il 17 settembre del 2016. Due anni e mezzo dopo riecco il suo nome sul tabellino. Proprio contro il Frosinone di Baroni“Eh non mi ha detto niente. Non gli avrà fatto piacere…”. E non sarà stato contento neanche Stefano Capozucca, consulente di mercato dei ciociari. Fu lui a portarlo a Cagliari nell’estate del 2016, prima di girarlo a Benevento.

E anche a luglio si era parlato a lungo di un interesse del Frosinone per il croato. Sarebbe stato ideale nel 3-5-2 di Longo, è stato letale nella prima-bis di Andreazzoli.