Inter, Spalletti: “Icardi? La mediazione è umiliante per tutti i tifosi”

Le parole di Luciano Spalletti al termine di Inter-Lazio

0-1 contro la Lazio, la rincorsa Champions si complica e l’assenza di Icardi si fa pesante. Luciano Spalletti analizza così la sconfitta dell’Inter ai microfoni di Sky Sport“E’ una sconfitta dura contro una diretta concorrente. Non siamo stati fortunati soprattutto all’inizio. Noi siamo stati bene in cammpo al di là della seconda parte del primo tempo, quando ci siamo fatti trovare impreparati su alcune situazioni di gioco. La Lazio un paio di occasioni a partita le crea sempre”.

Poi Spalletti torna sul caso Icardi: “Questa situazione diverte voi giornalisti. Perdevamo e vincevamo uguale con Icardi. Oggi lui doveva star fuori per come si è comportato, è giusto che giochino gli altri. Bisogna avere credibilità all’interno di un gruppo. Questo fatto della mediazione è una cosa umiliante per tutti gli interisti. Non si può pregare un calciatore di indossare la maglia dell’Inter. Solo Messi e Ronaldo fanno la differenza. E’ la disciplina la vera forza di una squadra e di un professionista. Dalla prossima partita tornerà a essere convocato”, ha chiuso l’allenatore nerazzurro.

Lazio, Inzaghi: “Vittoria di personalità. Milinkovic-Savic? Ho sbagliato io”

L’allenatore della Lazio Simone Inzaghi ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post-partita della sfida con l’Inter

La Lazio supera per 1-0 l’Inter a San Siro: in gol Milinkovic-Savic. Tre punti importanti per la squadra biancoceleste, che continua la rincorsa alla zona Champions. Nel post-partita l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Ci saranno una serie di partite ravvicinate e dovremmo essere bravi a recuperare forze ed energie. Al di là degli altri risultati, io guardo la mia squadra. Veniamo da un ottimo momento, nonostante durante la sosta abbiamo perso Radu Patric. Oggi ho schierato altri giocatori e il risultato non è cambiato. La squadra ha avuto personalità. Abbiamo sbagliato a non fare il secondo gol. Siamo riusciti a cocedere poco. Portiere e difensori hanno gestito bene le situazioni”. 

Un commento anche sul pareggio contro la Fiorentina del 10 marzo: “A Firenze ero arrabbiato, mi dispiaceva per i ragazzi perché nel primo tempo siamo riusciti a giocare i quarantacinque minuti più belli da quando sono qui. A gennaio abbiamo avuto tanti infortuni e quando mancano giocatori importanti la squadra ne risente. Avendo recuperato tutti i calciatori, stiamo giocando partite interessanti”. 

Sul momento di Correa, Inzaghi ha aggiunto: “Sta bene, è un ragazzo molto intelligente. Svolge la fase di non possesso molto bene e nelle ripartenze è bravo. Ha avuto un problema alla schiena, sembrava di poco conto. Ha fatto un antidolorifico prima di giocare, ma dopo 25 minuti ha chiesto il cambio. Anche Caicedo è stato bravo. Mi dispiace che sia in Coppa Italia che oggi abbia trovato Handanovic che ha fatto dei miracoli. Non dobbiamo fermarci. Abbiamo due partite ravvicinate, già mercoledì ci sarà una partita difficile da interpretare nel modo giusto”. 

Riguardo Luis Alberto, l’allenatore della Lazio ha detto: “Sta giocando molto bene da interno. Abbina qualità e quantità. Quando è uscito Correa ho preferito schierare Caicedo, che non è andato in nazionale. Fino all’ultimo ho avuto alcuni dubbi di formazione. Perché Immobile era stato impegnato con l’Italia, mentre Correa e Caicedo no”. 

Qualche battuta anche su Milinkovic-Savic. Suo il gol decisivo che ha regalato i tre punti alla Lazio: “Milinkovic-Savic non ha fatto il ritiro con noi. Probabilmente avrei dovuto inserirlo gradualmente, ho sbagliato. E’ partito bene, poi ha avuto un calo fisiologico. E a novembre si è infortunato. Ha rallentato un po’, adesso sta tornando. Ha grandissima qualità. Contro il Siviglia mi dispiace non aver giocato con lui e Luis Alberto. Saremmo voluti andare più avanti”. Infine complimenti alla squadra per la vittoria: “Sono stati tutti bravi. Avendo Perisic e Politano larghi era normale che concedessimo qualche cross. E’ stato bravo anche il portiere. L’ho lanciato io e ci è stato di grande aiuto”. 

Milan, Donnarumma: “Non sarà un errore ad abbattermi”

Un errore che costa caro: Donnarumma sbaglia il rinvio e regala gol e vittoria alla Sampdoria. Nel post partita ai microfoni di Sky Sport ha commentato il gesto tecnico che ha condizionato la partita, provando ad analizzare la leggerezza tecnica e la maniera con cui uscire mentalmente da una situazione del genere. Ecco le sue parole.

“Mi dispiace tanto per aver condizionato la partita, non sarà un errore ad abbattermi. Fa parte del gioco e del ruolo del portiere, ho sbagliato e mi dispiace davvero tanto. Non è per questo errore che smetteremo di costruire il gioco da dietro. Ne ho passate di peggio, siamo stati bravi dopo a reagire. L’obiettivo rimane arrivare in Champions e ce la metteremo tutta, ora dobbiamo tornare a vincere”.

Gattuso: “Il mio futuro? Vedremo a fine anno. Noi condizionati dall’errore di Gigio”

L’errore di Donnarumma a condizionare i suoi, la sconfitta contro l’Inter che ancora si fa sentire. Rino Gattuso commenta la partita del Milan contro la Sampdoria, uscita vittoriosa dalla sfida contro i rossoneri grazie al gol di Gregoire Defrel. Dal cambio di modulo a partita in corso fino al suo futuro sulla panchina del Milan, l’ex centrocampista ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post-partita. Di seguito, le sue parole ai microfoni di DAZN:

“Nel primo tempo abbiamo pagato l’episodio che ci ha portato a subire il gol e a livello tecnico abbiamo sbagliato alcune cose, toccando sempre troppo la palla. Per questo motivo abbiamo faticato più del dovuto. Nel complesso abbiamo fatto una buona partita, credo che il gol subito nel primo minuto ci abbia condizionato nei successivi 30 ed è un peccato”

“E’ importante guardare avanti e continuare a crederci, non possiamo distrarci e dobbiamo cercare di rimanere nelle zone alte della classifica. Cutrone? L’ho schierato per provare a fare una pressione più alta sugli avversari, con Conti e Castillejo che accompagnavano facendo lo stesso lavoro sulle fasce” 

“La difesa a 3 l’avevamo già provata, il problema è che giochiamo ogni settimana e diventa difficile provare nuove soluzioni, perché il tempo a disposizione è poco. Lo stesso discorso vale per Paquetà, che ha fatto bene da mezzapunta oggi ma che non ho avuto modo di valutare a pieno in quella posizione”

Successivamente, Gattuso è stato intervistato anche da SkySport:

“Il derby ti lascia qualcosa a livello mentale, oggi in più siamo andati sotto per un episodio sfortunato e tutto ciò va ad influire sul piano psicologico. La squadra non ha mollato ma ha sbagliato tante giocate nel primo tempo. Quando siamo usciti dall’area di rigore con pochi tocchi, abbiamo fatto bene, costruito il nostro gioco e avuto le nostre palle gol”

“Abbiamo perso, adesso bisogna guardare avanti. Se vediamo la prestazione di oggi è andata meglio rispetto a quella contro il Chievo, ora cerchiamo di recuperare energie e prepariamo al meglio tutte le partite che rimangono da giocare”

“Io sono onorato di allenare il Milan, poi a fine anno parleremo con la società, anche se non capisco il perché di questo rumore che si è creato intorno a me. Si parla sempre a fine anno per capire se va tutto bene. In ogni caso, io sono sempre il primo che vuole portare il Milan in Champions League”

Reggina, penalizzazione ridotta di 4 punti. La nuova classifica di Serie C

La Corte Federale d’Appello ha ridotto la penalizzazione della Reggina: restituiti 4 punti, la nuova classifica del gruppo C di Serie C

Un successo lontano dal campo di gioco preziosissimo quello ottenuto dalla Reggina. La società calabrese infatti ha visto infatti la restituzione di quattro punti da parte della Corte Federale d’Appello, questo quanto si legge nel comunicato del club amaranto:

“La Reggina comunica che la Corte Federale d’Appello ha ridotto la penalizzazione inflitta al Club di quattro punti. Soddisfazione in casa Reggina per l’esito dei ricorsi. La società ringrazia i legali Avv. Eduardo Chiocchio e Avv.Mattia Grassani, determinate l’intervento, durante il dibattimento, del direttore generale Avv. Vincenzo Iiriti che ha messo in evidenza la bontà, l’affidabilità e le ambizioni del Club presieduto da Luca Gallo rimarcando la netta discontinuità con il passato”, recita il comunicato.

Cambia così nuovamente la classifica del gruppo C di Serie C: la Reggina passa dalla quattordicesima alla dodicesima posizione a quota 40 punti, rientrando così in piena lotta per la zona playoff.

I momenti più significativi di Higuain con l’Argentina

Gonzalo Higuain lascia la nazionale argentina: riviviamo i suoi momenti più significativi con l’albiceleste

Rabbia e amore, sentimenti che contrastano e che portano a una dura decisione: Gonzalo Higuain lascia la nazionale argentina, colpa di tante critiche e di un popolo che per buona parte non crede più in lui, colpa di un’età che avanza e che non gli vuole far azzardare su scommesse che non crede di poter vincere.

Il Pipita in Argentina è stato spesso un caso: ha segnato tanto, 31 volte in 75 partite con la casacca dell’albiceleste, ma ha vissuto anche momenti difficili in cui è stato additato come responsabile delle sconfitte della sua squadra. Sconfitte già, non fallimenti, almeno quello ci ha tenuto a precisarlo nel momento in cui ha annunciato il suo addio alla Seleccion.Ha fatto parte del blocco di questi anni, quello delle tre finali raggiunte, ma tutte perse: ha esultato tanto, ma pianto forse anche più forte in alcuni momenti difficilissimi da superare.

I momenti top

Il primo grande momento della carriera di Higuain con l’Argentina è sicuramente il debutto con gol: perché quell’Argentina-Perù è una delle pagine più incredibili della storia recente dell’Albiceleste. Tutti ricordano la rete di Martín Palermo sotto il diluvio in pieno recupero che di fatto rimise l’Argentina sulla strada per il Sudafrica in un complicatissimo girone di qualificazione, ma il primo gol di quella partita fu del Pipita. Rete al debutto nel suo Monumental, prima del delirio del Loco Martín, difficile immaginare di meglio per cominciare la propria avventura con la nazionale.

Al Mondiale del 2010 l’Argentina ci è andata anche grazie a quel gol e lì ha potuto lasciare il segno come probabilmente non ha mai fatto in carriera con quella maglia. Una tripletta spettacolare alla Corea del Sud ai gironi più la rete agli ottavi di finale al Messico in quello che è a tutti gli effetti il miglior torneo internazionale giocato nella sua carriera.

Anche quattro anni dopo il Mondiale lo ha visto brillare, con quel gol al Belgio, decisivo per il passaggio in semifinale. Gol che oggi fa discutere: “Quelli che mi criticano sono gli stessi che hanno esultato quando ho segnato al Belgio”. Già perché da lì in poi non è più stata la stessa cosa.

Brasile, Pato torna al San Paolo: è ufficiale

Due settimane fa il saluto al campionato cinese e al Tianjin con una lettera. Oggi l’ufficialità del suo ritorno in Brasile: Alexandre Pato è un nuovo giocatore del San Paolo. A comunicarlo lo stesso club paulista attraverso un tweet. 

L’attaccante ha firmato un contratto fino al 2022 con il San Paolo, club dove aveva già giocato dal 2014 al 2016 prima delle sue ultime avventure in Europa con le maglie di Chelsea e Villarreal. L’ex centravanti del Milan compirà 30 anni il prossimo 2 settembre.

Juventus-Ajax: comincia la vendita dei biglietti

Febbre da Champions League in casa Juventus. Mentre ancora arrivano anche le informazioni relative alla trasferta di Amsterdam del prossimo 10 aprile, la società bianconera ha aperto la vendita dei biglietti per Juventus-Ajax, valida per i quarti di ritorno del 16 aprile alle ore 21.00. Da giovedì 28 marzo a partire dalle ore 10.00 è infatti aperta la vendita ma riservata agli Juventus Member, che avranno diritto ad acquistare i tagliandi fino alle 23.59 dello stesso giorno.

Biglietti Juventus-Ajax: quando comincia la vendita libera

Da venerdì 29 (ore 10.00) a domenica 31 ore 23.59 si passerà ad altri canali riservati: J1987 e Black&White Members. Ma quando comincia la vendita libera? Da lunedì primo aprile, a partire dalle ore 10.00, in caso di disponibilità

Il Milan dei giovani: ha la media età più bassa in Europa

Primato europeo per il Milan: la squadra di Gattuso ha in media la formazione titolare più giovane

Spazio ai giovani. In Serie A e non solo. Sono sempre di più le nuove leve che si guadagnano spazio in campo. Da Kean alla Juventus a Zaniolo con la Roma, passando per Millico del Torino fino al bianconero Colussi. Ma in questo 2019 è il Milan ad aver schierato in media la formazione più giovane (24 anni e 88 giorni) dei cinque maggiori campionati europei. 

“I giovani sono il futuro del Milan”: aveva dichiarato Gattuso qualche mese fa. E nel suo Milan nessuno dei titolarissimi supera i 30 anni. Il più “anziano” è Mateo Musacchio, classe 1990, perno della retroguardia rossonera insieme ad Alessio Romagnoli, classe ’95, giovanissimo ma con all’attivo più di 150 presenze in Serie A. Fra le prime scelte di Gattuso, il rossonero più giovane è Gianluigi Donnarumma, classe ’99, già in campo 156 volte con la maglia del Milan. Ma anche i vari Suso, Calhanoglu, Kessié, Bakayoko, Calabria sono tutti under 25. Fa eccezione Ricardo Rodriguez, classe 1992. 

Dai veterani ai nuovi acquisti. La linea verde del Milan non si ferma: gli ultimi arrivati Krzysztof Piatek, classe ’95, e Lucas Paquetà, classe ’97, hanno dato continuità al progetto. Il club rossonero è dei giovani, Gattuso lo sa bene. Il futuro è della parte del Milan. E con questi talenti, anche il presente. Verso l’obiettivo Champions League, con una squadra di giovanissimi. 

Ci vediamo per un caffè? Nicola accetta l’invito di un tifoso

L’ex allenatore dell’Udinese si è presentato al bar Al Cacciatore chiedendo di Manuel, il tifoso che qualche mese fa lo aveva invitato per un caffè tramite e-mail

“Magari ci vedremo per un caffè”. Spesso questa frase si pronuncia con leggerezza; la si può dire per congedarsi in modo amichevole da una persona o per invitarla a uscire con te, senza mettergli troppe pressioni.

Manuel Toffoletti di Tricesimo, piccolo comune del Friuli Venezia Giulia, ha riservato un invito del genere per una persona…speciale. A Novembre infatti ha mandato una mail a Davide Nicola, spiegandogli quanto gli avrebbe fatto piacere conoscerlo, magari davanti a un caffè preso nel suo stesso locale. A mesi di distanza, l’invito è stato accettato e l’ex allenatore dell’Udinese si è presentato al bar Al Cacciatore chiedendo proprio di Manuel tra l’incredulità generale dei presenti. 

L’allenatore di Luserna San Giovanni si è anche scusato per il ritardo con il quale ha accettato l’invito. La sua mancanza di certo era attenuata dal fatto che in questi ultimi tempi non ha avuto un momento libero. Infatti fino a settimana scorsa, Nicola era impegnato giorno e notte ad allenare l’Udinese con l’obiettivo, ripetuto come un mantra, di raggiungere la salvezza. Dopo essere stato esonerato, ora ha molto più tempo per se stesso e si è concesso questa gita per conoscere il suo fan Manuel. Il gestore-tifoso, stupito, ha postato la foto che li ritrae insieme su Facebook come due amici di vecchia data e poi ha dichiarato: “Sono rimasto sorpreso, non me lo aspettavo proprio, ma in fondo ha confermato il pensiero che avevo della persona, dimostratasi umile, simpatica e semplice. E’ venuto a salutare un semplice tifoso prima di andarsene e mi chiedo quante altre persone nella sua situazione lo avrebbero fatto”. Crediamo molto poche.

Normale a questo punto chiedere a Manuel di cosa abbia parlato con Nicola: “Di tutto. Non solo di calcio. Mi ha chiesto come va il locale. Ci è rimasto male per l’esonero ma è stato un signore. Non una parola fuori posto e alla salvezza è il primo a crederci fermamente. Il dispiacere era più che altro legato al fatto che aveva delle idee e un progetto per il futuro qui a Udine e che avremmo potuto vedere un’Udinese diversa la prossima stagione”, riporta il Messaggero Veneto.