SPAL-Empoli, le probabili formazioni

La sfida tra SPAL ed Empoli apre il sabato di Serie A, squadre in campo al Paolo Mazza alla ricerca di punti importanti per la salvezza. L’arrivo di Iachini in panchina ha dato nuovo slancio alla formazione toscana che con due vittorie nelle ultime due partite si è portata a quota 12 punti. La squadra di Semplici invece si trova a quota 13 dopo la sconfitta nell’ultimo turno contro la Juventus.

Ma per l’allenatore della SPAL le buone notizie arrivano da Francesco Vicari che, secondo quanto raccolto dagli inviati di Sky Sport, potrà tornare titolare. Bonifazi, che aveva giocato a Torino con Felipe in mezzo alla difesa, dovrebbe quindi partire dalla panchina. Ballottaggio Valdifiori-Schiattarella a centrocampo mentre vanno valutate al meglio le condizioni di Fares che potrebbe lasciare il posto a Costa. In attacco, nella formazione ipotizzabile alla vigilia, non dovrebbero esserci sorprese.

Per quanto riguarda l’Empoli, Iachini dovrebbe confermare il 3-5-2 che è riuscito a ribaltare la gara contro l’Atalanta una settimana fa; ma anche un cambio di modulo non è del tutto da escludere. Davanti le certezze di chiamano La Gumina e Caputo. Ma se l’allenatore dovesse invece decidere di puntare sulla difesa a 4, Veseli andrebbe in panchina mentre Di Lorenzo e Pasqual giocherebbero più bassi con Zajc trequartista. Proprio quest’ultimo va valutato nelle prossime ore, con Iachini che cerca conferme positive sulle sue condizioni fisiche. 

Queste, a poche ore dal fischio d’inizio del match, le probabili formazioni della gara.

SPAL (3-5-2): Gomis; Cionek, Vicari, Felipe; Lazzari, Kurtis, Schiattarella, Missiroli, Fares; Petagna, Antenucci.

Empoli (3-5-2): Provedel; Veseli, Silvestre, Maietta; Di Lorenzo, Krunic, Bennacer, Traore, Pasqual; Caputo, La Gumina.

Bari, Simeri “imita” Icardi: “Io cannoniere? Ai compagni un…Casio”

Il centravanti scherza sul dono fatto da Icardi e su Brienza ammette: “Prima lo prendevamo al fantacalcio, ora si allena con noi. Un esempio per tutti”

La cresta è tornata a sollevarsi, e a tingersi di biancorosso. Nel Bari di Cornacchini, che attende domenica al San Nicola la Nocerina nella 13^ giornata di campionato, c’è un numero 9 che è tornato ad alzare la cresta, a suo modo: si tratta di Simone Simeri. Con tre reti nelle ultime sei giornate, rifilate a Locri, Acireale e Gela, il centravanti di Napoli è diventato il capocannoniere biancorosso. L’obiettivo è fissato a “15-18 reti”, ma il gol – ha spiegato l’attaccante, che ha nell’annata alla Folgore Caratese, due anni fa, la sua miglior stagione realizzativa – non deve essere un’ossessione: “Certamente è importante, però non possiamo pensarci sempre – ha spiegato Simeri – l’unico momento di difficoltà in stagione l’ho avuto prima della partita contro il Locri. Non segnavo da un mese e quel gol nel finale è stato una liberazione”.

Cinque i centri complessivi sin qui per il 25enne che si ispira a Belotti, nell’atteggiamento in campo e nell’esultanza. Meglio di Floriano e Neglia, che lo inseguono a quota 4. Uno sguardo alla vetta della classifica marcatori del girone I c’è di certo. Ma in tempo di centravanti che fanno regali a tutta la squadra per il raggiungimento di un traguardo personale, Simeri esclude di poter imitare Icardi. In caso di vittoria della speciale graduatoria nel girone I, i compagni di squadra di Simone dovranno aspettarsi un regalo diverso: “Di sicuro qualcosa farei. Un rolex a testa? Dovrei fare dei debiti. Facciamo un Casio”.

Guascone, estroverso e già innamorato di Bari (“C’è il mare, come nella mia Napoli, è molto vivibile e per organizzazione e la trovo una città pulita”), Simeri è un centravanti con la valigia in mano, che ha già cambiato sette maglie in carriera. Da Melfi a Potenza, passando per Pozzuoli e Rende, fino a Carate Brianza e Castellammare di Stabia. E ora Bari: “Abbiamo messo tutti da parte gli obiettivi personali per un bene collettivo, riportare questa società in alto come merita – le parole di Simeri – Chi ha sposato questa causa, lo ha fatto per un bene comune, il Bari”.

Il collettivo prima del personale. Riportare tra i pro una società che non appartiene alla categoria in cui milita è l’obiettivo numero 1 del gruppo. Poco conta chi segna. Missione che per l’attacco più prolifico del girone I di serie D – 25 reti all’attivo – appare più semplice se a ispirarti c’è Franco Brienza. Il numero 10 si sta allenando a parte dopo l’infortunio di Gela, ma è lo stesso Simeri a liquidare con una battuta la sua importanza per il gruppo: “Ancora oggi, dopo due mesi e mezzo, a volte non ci crediamo al fatto che Brienza si alleni con noi – ammette Simeri – è un calciatore di una classe immensa, un esempio per applicazione e voglia di dare l’esempio. Qualche anno fa lo prendevamo al fantacalcio, ora l’abbiamo con noi. E’ fantastico”.

Nocerina, Troina e Roccella in casa, Portici e Rotonda in trasferta. Dicembre può essere il mese decisivo in campionato per aumentare il tesoretto di sei punti di vantaggio che oggi il Bari ha sulla seconda in classifica, la Turris. Per farlo, serviranno le vittorie, che passano da una difesa impermeabile (“Se abbiamo subito solo 4 reti è merito di tutti, ma in particolare di un reparto arretrato che ha dei lussi per la categoria” spiega il numero 9) e un attacco in forma. Simeri non vuole fermarsi e la corsa interna per il ruolo di capocannoniere, anche se il diretto interessato non lo ammette, è uno stimolo in più: “Spero tra tre anni di essere ancora qui, magari in Serie B”.

Milan, i 18 convocati di Gattuso per il Dudelange

Gennaro Gattuso ritrova Gonzalo Higuain per la sfida di domani a San Siro contro il Dudelange. Il Milan cerca altri tre punti nel girone di Europa League e ancora in emergenza per le tante assenze causa infortuni, la buona notizia per l’allenatore arriva proprio dall’attaccante argentino.

Dopo la conferenza stampa e la rifinitura a Milanello, Gattuso ha reso noto l’elenco dei calciatori convocati per la gara di domani alle 18:55: assenti Kessié e Samu Castillejo – ancora squalificato dopo il rosso diretto preso a San Siro contro il Betis nella terza giornata – sono 18 i calciatori a disposizione.

Questo l’elenco completo:

PORTIERI: Donnarumma G., Reina
DIFENSORI: Abate, Calabria, Laxalt, Rodriguez, Simic, Zapata
CENTROCAMPISTI: Bakayoko, Bertolacci, Mauri, Montolivo
ATTACCANTI: Borini, Calhanoglu, Cutrone, Halilovic, Higuain, Suso.

Giocate, applausi e… sorriso: la rinascita di André Gomes all’Everton

La rinascita umana e calcistica di André Gomes è arrivata e sono la città di Liverpool e il fiume Mersey a fare da cornice a quella che sta assumendo sempre di più i contorni di una favola. Di quelle da raccontare ai bambini per farli felici. E come ogni favola che si rispetti, il finale non può che essere lieto. Ci ricordiamo tutti di quell’André Gomes depresso, svogliato e impaurito all’ombra della Sagrada Familia, nel Barcellona stellare a trazione Leo Messi. L’anno scorso aveva persino dichiarato di vergognarsi ad uscire di casa a causa delle prestazioni incolori fatte con la maglia Blaugrana. Il calcio per il centrocampista portoghese era diventato un incubo, il terreno di gioco racchiudeva ansie e paure e non riusciva a esprimersi al meglio. Ci sono stati molti momenti in cui l’unico pensiero era quello di smettere.

Ora quel ragazzo tormentato sembra essere sparito ed aver lasciato il suo posto a un calciatore tranquillo, che riesce a esprimere la sua qualità quando gioca. Il merito di questo cambiamento interiore che si riflette sulle prestazioni va dato in gran parte all’Everton, la squadra che ha creduto in lui e lo ha preso in prestito dal Barcellona, nonostante in estate avesse subito una lesione muscolare che lo ha tenuto fuori nella prima parte della stagione in Inghilterra. Ora sta bene e non ha faticato a prendersi un posto da titolare e le chiavi del centrocampo dei Toffees. Nella vittoria per 1 a 0 nell’ultima giornata di Premier contro il Cardiff, André Gomes ha recuperato e distribuito palloni per novanta minuti, prendendosi applausi a scena aperta e il titolo di migliore in campo a fine partita. Mai visto un André Gomes così. Sereno e divertito nel giocare a calcio. Lo stesso allenatore Marco Silva ha dichiarato che quando sarà il momento, la società farà di tutto per riscattare il centrocampista di Porto classe 1993, sperando che il Barcellona non si ricordi di lui.

Non è la prima volta che un giocatore, dopo annate difficili, sia rigenerato dalla “cura Goodison Park”. Tutti ci ricordiamo di Romelu Lukaku che a Londra sponda Chelsea faticava a trovare un posto da titolare e le sue prestazioni non erano affatto indimenticabili, per poi esplodere con l’Everton e diventarne la sua spina dorsale e punta di diamante per ben quattro stagioni. Anche il belga, come André Gomes, era stato preso in prestito un anno, per poi essere riscattato.

Marcelino: “Domani sarà dura” e Neto: “Rimpianti? Non mi trovavo bene”

Le parole di Neto e Marcelino nella conferenza stampa di presentazione di Juventus-Valencia di Champions League

Juventus-Valencia è alle porte. E in conferenza stampa presentano la partita contro i bianconeri Marcelino e Neto, che nella Juve ha sognato di diventare il successore di Buffon, senza però riuscirci. “Non mi trovavo bene” ha detto il portiere del Valencia, prima di andare all’allenamento in programma per le 19.00, “ho fatto il meglio per me e sono contento. Spero di giocare bene domani” continua Neto. “Certo, non mi aspettavo mai di tornare qui e giocare una gara di questo livello: è molto affascinante“. Ma niente confronti con Sczcesny, “non saprei cosa dire: è un ottimo portiere“. Piuttosto, testa alla sua squadra: “Abbiamo le qualità per imporre il nostro gioco“.

A fargli eco è il suo allenatore, Marcelino. Che dell’andamento della sua squadra è soddisfatto, dopo un inizio faticoso. “Se l’allenamento va come deve, non farò grandi cambi rispetto alle scorse partite. Eccetto Garay: ha preso una brutta botta venerdì scorso, spero di recuperarlo presto. Ma importa la squadra” continua l’allenatore del Valencia. “L’importante è continuare con questo atteggiamento: siamo riusciti a segnare, abbiamo dei grandi attaccanti“.

Ma questo anche la Juventus. Come si affrontano? “Ronaldo è straordinario, incredibile. Non penso che l’espulsione subita contro di noi lo abbia influenzato in qualche modo. Gioca sempre al massimo, vuole vincere e segnare sempre. E a parte il suo grande talento, c’è qualcosa d’altro che lo caratterizza ed è questa ambizione smisurata“. E poi c’è Dybala, “ma anche Bernardeschi, che contro di noi ha fatto una grande partita. Allegri ha dei giocatori ottimi, chiunque schiererà ci potrà fare male. Noi vogliamo vincere, perché pensavamo di arrivare con più punti a questa partita. Non sarà facile, ma dobbiamo provarci“, conclude.

Il capolavoro di Lukebakio: una tripletta al Bayern 17 anni dopo l’ultima

Una corsa salvezza che passa dai miracoli: il Fortuna Dusseldorf e la sua impresa, quella più bella di una stagione che sarà quasi sicuramente in bilico tra la permanenza in Bundes e la paura di tornare immediatamente in Zweite. Tre gol all’Allianz Arena, tutti con la stessa firma: l’uomo della storia è Dodi Lukebakio, ventunenne belga scuola Anderlecht che ha vinto l’emozione della sua prima apparizione contro il Bayern Monaco per vivere la giornata più bella della sua vita.

Una tripletta che vale un solo punto, forse il più importante di tutta la stagione del Fortuna, soprattutto per il modo in cui è arrivato. Perché i gol sono stati segnati nei momenti giusti della partita: a fine primo tempo il 2-1, a metà ripresa il 3-2 e all’ultimo secondo il gol del clamoroso 3-3.

Pareggio nel finale nello stadio dove sembrava proibito poter prendere punti. O almeno apparentemente, visto che sono ormai due mesi che il Bayern non vince in casa. Stagione maledetta, momento complicato o forse la grande giornata di Lukebakio, che ha riscritto la storia sua e del campionato.

Una tripletta al Bayern in Bundesliga mancava da 17 anni: era il 2001 quando Ebbe Sand dello Schalke segnò le reti decisive per un 3-1 all’Olympiastadion di Monaco in una delle lotte per il titolo più spettacolari di sempre, con il titolo andato al Bayern solamente all’ultimo secondo dell’ultima giornata.

Per Lukebakio e il suo Fortuna non ci sarà l’occasione di lottare per il titolo, ma almeno quella di rincorrere con consapevolezza la salvezza. Uno dei grandi obiettivi della sua stagione, che si concluderà con l’Europeo Under 21 della prossima estate, dove con il suo Belgio sarà avversario dell’Italia di Di Biagio.

Un esterno di grande passo e tecnica. “Amo i dribblare gli avversari con grandi giocate” disse al suo arrivo a Watford, società ancora proprietaria del suo cartellino. E in effetti il suo passo si è visto in maniera importante contro il Bayern: impressionante l’accelerazione per il secondo gol, il più bello della sua giornata.

Belgio, Inghilterra e Germania con vista Italia: oggi intanto si è portato a casa il primo pallone della sua carriera, per quello che non è stato sicuramente un colpo di Fortuna.

Klopp: “Mourinho o Guardiola? Il paragone non esiste”

L’allenatore del Liverpool non ha dubbi e svela chi è il suo preferito

Guardiola o Mourinho? Un dualismo che accende gli animi da sempre, prima in Spagna e oggi a Manchester. I risultati degli ultimi anni sorridono però a Pep, che vola in testa alla Premier League mentre il collega portoghese è ogni partita nella bufera.

A rincarare la dose ci ha pensato Jurgen Klopp, che in conferenza stampa alla vigilia di Watford-Liverpool ha consacrato l’allenatore del City. Senza andare per il sottile. Mourinho o Guardiola? Pep. Potevate chiedermi qualsiasi altro nome al posto di Mourinho, Guardiola è semplicemente il migliore al mondo. Non è questione del paragone con José, che sta pure facendo bene”.

Un tentativo di salvare capra e cavoli, ma conoscendo il carattere dello Special One sarà difficile credere che le parole di Klopp non vengano prese come una provocazione. Il prossimo United-Liverpool si preannuncia infuocato. In campo e sugli spalti, come al solito. Ma questa volta anche sulle panchine.

Zamparini vende il Palermo? “Trattativa conclusa, mancano le firme”

Dopo aver più volte espresso la volontà di vendere il Palermo, MaurizioZamparini questa volta starebbe facendo sul serio: è quanto emerso da un comunicato, secondo il quale “un investitore che aveva manifestato interesse a rilevare la Società, ha confermato l’acquisto del 100% della società in oggetto”:

Il comunicato è della Financial Innovations, una società di consulenza incaricata come advisor “dalla Proprietà del Palermo a seguire la cessione della società sportiva”. Ecco cosa dice il comunicato, integralmente: “Financial Innovations Team in qualità di Advisor incaricato dalla Proprietà della U.S. Città di Palermo S.p.A. a seguire la cessione della Società Sportiva, comunica che uno degli investitori, che nei giorni scorsi aveva manifestato l’interesse a rilevare la Società, ha completato i propri approfondimenti econfermato l’acquisizione del 100% delle azioni della Società in oggetto. La trattativa è quindi da ritenersi conclusa positivamente. Per la firma definitiva saranno necessari ancora alcuni giorni per consentire alle Parti di espletare le necessarie formalità”.

Il comunicato, che non specifica l’identità del fondo/investitore, parla dunque di trattativa conclusa positivamente, ma non di ufficialità: mancano ancora le firme, infatti, per le quali si dovrà attendere ancora un po’. Sembra comunque giunta al termine l’esperienza di Maurizio Zamparini alla guida del Palermo.

Allarme PSG: Neymar e Mbappé sostituiti durante le gare di Brasile e Francia

Tifosi del PSG in pensiero, nelle gare amichevoli di serata sia Neymar che Mbappé sono stati sostituiti dopo pochi minuti per alcuni problemi fisici che hanno impedito loro di continuare a giocare. Il brasiliano, in campo a Londra contro il Camerun, ha sentito un fastidio muscolare dopo un tiro che ha di fatto chiuso la sua gara dopo appena 7 minuti. Al suo posto è entrato Richarlison e Neymar ha lasciato il terreno di gioco visibilmente scuro in volto e preoccupato.

Mancini: “Problema del gol non mi preoccupa. Curioso di vedere Tonali”

Le parole del Commissario tecnico azzurro Roberto Mancini alla vigilia dell’amichevole contro gli Stati Uniti

Archiviato il pareggio contro il Portogallo in Nations League, la Nazionale italiana giocherà in amichevole contro gli Stati Uniti domani alle 20.45 alla Luminus Arena di Genk.

Il Ct Mancini dovrà fare i conti con le numerose assenze e la sfida in Belgio potrebbe essere l’occasione per far fare minuti ed esperienza a qualche giovane. “Siamo curiosi di vedere in campo i ragazzi che abbiamo chiamato in un’amichevole ufficiale. Penso che domani ci possa essere la possibilità di vedere qualcuno all’operaTonali? Anche noi abbiamo curiosità di vederlo all’opera, così come gli altri giovani”.

Sulla sua filosofia di gioco, Mancini ha affermato: “Per fare questo tipo di calcio e di gioco, aspettavamo un po’ di avere tutti i giocatori che nelle prime convocazioni erano infortunati. Un esempio è Verratti. Il gruppo ha lavorato bene, bruciando un po’ le tappe, ma c’è ancora tanta strada da fare”.

Chi giocherà domani? In attacco partirà – dichiara il ct – dal 1′ Lasagna. A meno che non accada qualcosa in queste ore, questa è la mia decisione. Fra i pali invece ci sarà Sirigu”.

Sulle difficoltà di fare gol il ct azzurro ha dichiarato: “Il gol è un problema perchè se non segni non vinci nel calcio. Pero sinceramente non sono preoccupato perchè creiamo tanto, e l’importante è creare. Credo sia stata una questione di sfortuna e di bravura del portiere avversario. Credo che la ruota girerà, i gol li sappiamo fare.”