Roma, Ibra e l’Eredivise. Scamacca, dalla B per puntare in alto

L’attaccante classe ’99 ha segnato 7 gol in campionato con l’Ascoli. Il suo cartellino è di proprietà del Sassuolo, che a gennaio ha rifiutato un’offerta importante dal Portogallo

Anni ventuno, idee già chiare: “Sogno di giocare in Champions”. Il pallone ti fa crescere in fretta. Sacrifici e scelte importanti. Puntando a giocare quella partita, la più importante. Sempre desiderata. Gianluca Scamacca non si è posto limiti. Ha fatto parlare il talento. Forgiato per le strade della borgata Fidene, quartiere di Roma. Oggi veste la maglia dell’Ascoli. In B ha segnato 7 reti in questa stagione e altre 4 in Coppa Italia. Attualmente è il miglior marcatore della competizione. 

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I gol hanno acceso i riflettori. Milan, Roma e Torino si sono già mosse. Il Sassuolo è proprietario del cartellino. Con i neroverdi Scamacca ha esordito in A nel 2017. Diciotto anni e grinta da vendere. Oggi l’attaccante stupisce con i suoi numeri. Nessun classe ’99 ha segnato così tanto fra Serie A e B. Promesse mantenute di un talento già esploso. Lo scorso gennaio, il club di Squinzi ha rifiutato un’offerta di 10 milioni di euro dal Benfica. Niente estero, almeno per il momento. Scamacca ha già lasciato l’Italia per due esperienze fuori dai confini: nel 2015 con le giovanili del PSV e nel 2018 per l’esordio in Eredivise con il PEC Zwolle. 

La Roma l’ha cresciuto dopo averlo strappato alla Lazio. Con il PSV si è fatto le ossa. Lasciando casa e affetti. Una delle tante scelte importanti di Scamacca. Sempre supportato da mamma Cristiana. Da Trigoria a Eindhoven, per inseguire i sogni del suo Gianluca. In Olanda è arrivato a esordire in prima squadra con il Jong PSV ad appena 17 anni. Tappe bruciate. Con forza di volontà e tanto talento. Imparando dal migliore: “Il mio idolo è Ibrahimovic”. 

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Il classe ’99 si è preso la Serie A con il Sassuolo nel 2018. Poi è volato di nuovo in Olanda. Troppo intrigante quella Eredivise solo sfiorata. Ha debuttato con il PEC Zwolle, ma un infortunio al ginocchio gli ha segnato la stagione. Il Mondiale con la Nazionale U20 ha segnato la svolta decisiva. Prestazioni da incorniciare, due assist e un gran gol in semifinale contro l’Ucraina annullato sul più bello dal Var. L’Ascoli ha creduto nel suo talento e in bianconero Scamacca ha trovato la giusta quadra. Prima che tutto si fermasse per colpa del virus. 

La voglia di tornare in campo è tanta. Gianluca non vede l’ora. Astinenza da una passione. Che dalla borgata Fidene l’ha portato nel freddo nord Europa. Prima di tornare nella sua Italia. Gol per abbattere ogni confine. La Serie A osserva, Milan su tutte. Per Scamacca giocare con l’idolo Ibra sarebbe un sogno. Quasi come la Champions.

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Bologna, Barrow: “A Bergamo ho perso amici, segnerò per loro”

L’Atalanta ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita calcistica e non solo di Musa Barrow. EIl ragazzo non dimentica, è ancora strettamente legato alla città, nonostante attualmente si trovi in prestito a Bologna.

Barrow conservava ancora molti affetti nella sua Bergamo: “ho perso degli amici. Gente che mi ha aiutato, sostenuto, dato consigli, anche allevato nella casa in cui stavamo ai tempi delle giovanili. Penso a don Fausto Resmini, poi la moglie di Dino, un signore pieno di umanità. Le dico subito una cosa: il mio primo gol, quando riprenderemo a giocare, sarà dedicato a loro e a Bergamo. Sarà una scritta sotto la maglia, un’intervista o uno sguardo al cielo. Ma sarà tutto per loro”.

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Ricominciare senza mai dimenticare

Riprendere il campionato in sicurezza, senza dimenticarsi ciò che sta accadendo: Ricominciare? In sicurezza però. Ma certe situazioni non andranno mai dimenticate. In Gambia diciamo che il calcio ha il potere di salvarti la vita: se può dare anche un sorriso, ben venga. 

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Il calcio, una medicina per i cattivi pensieri

Oggi Musa Barrow ritorna ad allenarsi e con lui anche il Bologna, la prima cosa che il classe ’98 farà sarà: “sdraiarsi sull’erba. E sarò contento. Contentissimo. Di vedere il campo ma anche di salutare un compagno che magari si sta allenando a venti metri da me. E questa è vita, ritrovare il tuo mondo. Il pallone utilizzato come antidoto alle inquietudini: “E forse tutti i cattivi pensieri andranno via, perché il calcio ha davvero questa medicina in sé: pensi a giocare, divertirti. Ma tenendo nel profondo quella gente scomparsa: chi ha perso madri o padri, nonni. Le dedica al primo gol che farò sarà anche per loro”.​

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Juventus: Cristiano Ronaldo è tornato a Torino

Dopo i test medici e fisici svolti al J Medical, la Juventus è pronta ad accogliere il suo uomo copertina: Cristiano Ronaldo è tornato a Torino. Il campione portoghese è atterrato all’aeroporto di Caselle intorno alle 22:25, con la polizia che lo scorterà fino a casa.

IL RITORNO DOPO DUE MESI

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CR7 torna così in Italia dopo quasi 2 mesi, in seguito alla partenza per Madeira lo scorso 8 marzo dopo la partita Juventus-Inter. Ronaldo aveva fatto tappa a casa anche il 3 marzo per raggiungere la madre, adesso guarita ma allora colpita da un ictus, tornando poi a Torino il giorno seguente.

NUOVO ISOLAMENTO

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Cristiano Ronaldo, insieme agli altri bianconconeri che si trovano all’estero (Higuain, Alex Sandro, Douglas Costa, Danilo, Khedira, Szczesny, Rabiot, de Ligt e Matuidi), dovrà ora rispettare altre due settimane di isolamento, dopo le quali potrà seguire i compagni nella ripresa degli allenamenti (per adesso individuali). Nel frattempo continuerà con le sessioni di lavoro in casa propria, come già fatto in Portogallo durante la quarantena.

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Milan, parla Rangnick: “C’è stato un interessamento, ma il Coronavirus ha stoppato tutto”

Dopo le dichiarazioni di un mese fa circa nelle quali confermava l’interessamento da parte del Milan, è tornato a parlare Ralf Rangnick. L’attuale dirigente del gruppo Red Bull ha confermato ulteriormente le indiscrezioni delle scorse settimane, spiegando però come i contatti si siano momentaneamente interrotti a causa dell’emergenza sanitaria

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Queste le parole di Rangnick ai microfoni di Mittledeutsche Zeitung: “C’è stato un interessamento da parte del Milan, ma con l’emergenza Coronavirus ci sono state cose più importanti a cui pensare che non se io fossi l’uomo giusto per loro o meno. Il mio ruolo? Dipenderà dalle richieste del club, ma io non sono molto interessato alla parte finanziaria. Per me è importante avere una certa influenza nelle scelte che non ha nulla a che vedere con il potere, anche se a volte ne hai bisogno per portare avanti certe idee”.

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L’ex tecnico del Lipsia ha confermato, dunque, quello che era chiaro ormai da qualche mese: il Milan e Ralf Rangnick si sono sentiti. Non resta che attendere il ritorno alla normalità per capire se questi contatti porteranno ad un accordo oppure no.

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Fiorentina, Iachini: “Ingiusto assegnare lo scudetto se non ripartiamo”

Le parole dell’allenatore del club viola

Dal futuro di Chiesa ai possibili scenari di una eventuale ripresa del campionato. Giuseppe Iachini, allenatore della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Rai Radio Uno: “Sui giocatori bravi ci sono le voci di mercato. È complicato ipotizzare qualcosa per il futuro, ma è normale che possano esserci richieste per i giocatori forti. Se arriveranno offerte, ne parlerà il presidente Commisso direttamente con il giocatore”. 

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Fiorentina, Iachini: “Non si può parlare di regolarità dopo due mesi di stop”

Capitolo campionato: “Non penso che, nel rispetto della tragedia che ha colpito tutto il Paese, sarebbe giusto assegnare lo scudetto o ancor più assegnarlo con una gara secca qualora il campionato non dovesse ripartire. Premesso che ci sono organi competenti che dovranno prendere decisioni al riguardo, sono dell’avviso che o si torna in campo o considerando la gravissima situazione sanitaria ed economica si chiude tutto adesso e ne riparliamo più avanti”. 

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L’allenatore dei viola ha poi continuato: “Come si può parlare di regolarità alla luce di oltre due mesi di stop. Dovessimo ripartire andrebbero considerate tante problematiche, comprese quelle relative a quei giocatori che hanno contratto il virus. In ogni caso, in attesa di comunicazioni, noi siamo pronti a ripartire con entusiasmo e massima professionalità”

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Uefa eEuro 2020, sorteggiati i gironi per la fase finale

Se il mondo del calcio si interroga se riprendere o meno le competizioni interrotte dalla pandemia di Covid-19, c’è una realtà che continua i suoi eventi in programma e tiene incollati agli schermi migliaia di appassionati. Stiamo parlando degli eSports che si apprestano a vivere la loro massima competizione a livello europeo.

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Sta per partire, infatti, Uefa eEuro 2020, un vero e proprio europeo virtuale che si disputerà nelle giornate del 23 e 24 maggio. Sedici squadre in totale divise in quattro gironi che si sfideranno a PES 2020, videogioco per Play Station 4.

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Tra queste ci sarà anche l’Italia, qualificatasi da prima nel proprio gruppo eliminatorio. Nella giornata di oggi si è svolto il sorteggio della fase a gironi e Rosario Accurso, Nicola Lillo, Carmine Liuzzi e Alfonso Mereu (i quattro componenti della nostra selezione) hanno scoperto i loro avversari, con la speranza di arrivare fino alla finalissima.

UEFA eEuro 2020, il sorteggio della fase a gironi

GIRONE A

SPAGNA

BOSNIA

GERMANIA

ROMANIA

GIRONE B

DANIMARCA

TURCHIA

SERBIA

ITALIA

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GIRONE C

MONTENEGRO

CROAZIA

OLANDA

LUSSEMBURGO

GIRONE D

AUSTRIA

GRECIA

FRANCIA

ISRAELE

Premier League, i club vogliono riprendere la stagione

La Ligue1 è il primo dei top 5 campionati europei a fermarsi mentre la Premier League è decisa a proseguire. 

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Tutti e 20 i club inglesi condividono questa decisione e domani si riuniranno in conference call per ribadire questo intento, anche perché consapevoli che un’interruzione del campionato porterebbe diverse società al fallimento. 

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La Premier ha stilato un‘Project restart’, un progetto di ripartenza, in cui viene contemplata l’ipotesi che le squadre risiedano in hotel, isolate, per le settimane che servirebbero a giocare le restanti partite. Non solo, stando a quanto riportato da Sky UK, sarebbero perfino disposti a rivedere la formula del campionato, qualora i tempi per disputare tutte le partite diventassero troppo ristretti. 

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La riunione virtuale di domani sarà anche utile per parlare del protocollo sanitario e dei test (la proposta è di farne due a settimana), ferme restando comunque tutte le indicazioni sul lockdown e sull’autorizzazione a procedere da parte del Governo inglese.

Tottenham, Mourinho solidale: distribuisce cibo per i bisognosi

La Premier League si è fermata e non sa quando potrà ripartire. Ma la rete di solidarietà sta andando avanti, giorno dopo giorno in tutto il paese, grazie anche alle iniziative benefiche dei protagonisti principali del campionato inglese. L’allenatore del Tottenham José Mourinho ha effettuato le prime consegne settimanali di prodotti freschi dall’orto nel centro di formazione del Tottenham Hotspur al centro di distribuzione alimentare in funzione nello stadio.

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La consegna dello Special One ha incluso frutta, verdura ed erbe fresche biologiche di solito destinate al ristorante della Prima Squadra, a Kane e compagni. Ora saranno invece distribuite alle persone identificate come i più bisognose di aiuto nella comunità locale londinese. 

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Durante la sua visita allo stadio, Mourinho si è anche soffermato a conversare con i volontari che gestiscono il centro alimentare. Il punto di smistamento è aperto dalla fine di marzo e continua a essere un luogo di solidarietà molto importante. 

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Francia, il calcio si prepara alla ripresa: oggi la risposta del governo

La Francia si prepara a uscire dal lockdown, e il mondo del calcio è pronto a ripartire con tutte le precauzioni del caso. Tra mascherine, mensa separata e controlli della temperatura corporea, i club di Ligue 1 e Ligue 2 attendono la decisione del governo per iniziare a seguire il protocollo medico sanitario realizzato in collaborazione con la Professional Football League (LFP), la Federcalcio francese (FFF) e l’associazione dei medici delle squadre di calcio professionistiche (AMCFP).

Oggi ci sarà il responso, ma secondo alcuni media francesi, Il primo ministro Édouard Philippe potrebbe annunciare che gli eventi sportivi, anche a porte chiuse, non saranno autorizzati in Francia prima di agosto.

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La ripresa sarà sviluppata in quattro fasi: in principio verranno effettuati dei test medici, successivamente si passerà al recupero individuale per poi passare all’allenamento in piccoli gruppi. L’ultima fase prevede il ritorno alla normalità, con gli allenamenti collettivi.

Giocatori e staff tecnico saranno tenuti a rispettare una distanza di sicurezza interpersonale di due metri, quando si è a riposo, e di quattro metri durante l’esercizio fisico.

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Condizione necessaria per entrare nel centro sportivo è non avere una temperatura corporea superiore a 37,8°.  Una volta entrati, staff e calciatori dovranno indossare maschere protettive, tranne durante gli esercizi fisici. Il protocollo consiglia di non utilizzare attrezzature riutilizzabili, di disinfettare i macchinari dopo ogni utilizzo e di preferire gli esercizi all’aperto.

Infine le sale benessere rimarranno chiuse, come la mensa che verrà sostituita da pasti da asporto. Le sale massaggi, invece, verranno ridisegnate e lo staff medico di ogni club dovrà indossare un abito, guanti, occhiali o maschere e rispettare una disinfezione totale degli utensili medici. 

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FIFA, proposta all’IFAB: 5 sostituzioni a gara in caso di ripresa

Campionato ancora fermo, allenamenti anche. Almeno in Italia. Perché dopo le parole di Giuseppe Conte e Vincenzo Spadafora sulla “fase 2”, non c’è ancora certezza sulla ripresa degli allenamenti per gli sport di squadra. Quelli individuali potranno riprendere gradualmente dal 4 maggio, mentre per sport come il calcio una possibile data di apertura è stata fissata al 18 maggio. Ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi.

Nel frattempo tanti altri paesi, come InghilterraGermania o Spagna, pubblicano protocolli precisi per la ripresa degli allenamenti delle squadre professionistiche, in vista di una possibile riapertura dei campionati. Ma c’è anche chi, come in Olanda, ha deciso invece di annullare tutto.

“CINQUE SOSTITUZIONI PER LA SICUREZZA DEI CALCIATORI”

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Le modalità e le possibilità di ripresa dei campionati, insomma, sono ancora un mistero. Ma nel frattempo la FIFA ha già pensato a un cambio da apportare al regolamento: 5 sostituzioni a partita fino alla stagione 2020/2021, partite internazionali ed Euro 2020 – spostato a giugno 2021 – compresi. La proposta della FIFA dovrà essere ora approvata dall’IFAB, International Football Association Board. L’ente internazionale responsabile del regolamento calcistico potrebbe prendere una decisione già al termine di questa settimana.

A tal proposito, un portavoce della FIFA ha dichiarato a Sky Sports UK: “La sicurezza dei giocatori è una delle principali priorità della FIFA. Una preoccupazione in questo senso è che la frequenza delle partite più alta del normale possa aumentare il rischio di potenziali infortuni a causa di un conseguente sovraccarico del lavoro. Alla luce di ciò, e alla luce della sfida affrontata a livello globale nella conclusione delle competizioni secondo il calendario originariamente previsto, la FIFA propone di autorizzare temporaneamente un numero maggiore di sostituzioni, a discrezione del relativo organizzatore del campionato. Nelle competizioni in cui sono attualmente consentite meno di cinque sostituzioni, a ciascuna squadra verrà ora data la possibilità di utilizzare fino a cinque cambi durante la partita, con l’opportunità di una sostituzione aggiuntiva in caso di tempi supplementari”.

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La proposta della FIFA vuole quindi aiutare i calciatori, che in caso di ripresa verranno da un lungo periodo di semi-inattività e saranno impegnati in un calendario fitto di impegni. Senza considerare anche le più alte temperature climatiche con cui sarebbero giocate le partite in estate.

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